I toni più morbidi utilizzati da Trump al World Economic Forum di Davos, con il Presidente USA che ha escluso l'uso della forza per conquistare la Groenlandia, hanno aiutato i mercati azionari europei a ridurre le perdite che avevano contrassegnato la prima parte della giornata.
Con un S&P 500 in guadagno dello 0,6% e un Nasdaq in salita di oltre l'1%, il FTSE Mib, dopo essere sceso fin verso i 44.060 punti, ha terminato la terza seduta della settimana in calo dello 0,5% a 44.488,36 punti.
Con un trend di breve periodo al ribasso, la tenuta dei 44.400 punti, minimi dell'ultimo mese, potrebbe porre le basi per un recupero delle quotazioni. In questo caso l'indice italiano avrenne un primo target sui 44.700-44.750 punti e successivamente la soglia dei 45 mila punti.
Guardando a Wall Street, tra le azioni da seguire in queste ore troviamo Johnson & Johnson, nel giorno in cui il colosso farmaceutico ha comunicato i dati del 4° trimestre 2025 e dell'intero anno passato. Andiamo a scoprirli.
Johnson & Johnson: vendite 4° trimestre a +9,1%
Nelle scorse ore Johnson & Johnson ha comunicato i conti del 4° trimestre e dell'intero 2025, che è stato contrassegnato da una generale crescita grazie a un aumento del 27% delle vendite del suo farmaco contro il cancro del sangue Darzalex.
Nello specifico il gruppo farmaceutico ha chiuso l'ultimo trimestre del 2025 con vendite in aumento del 9,1% a 24,61 miliardi di dollari, oltre le attese poste a 24,15 miliardi di dollari. L'utile netto, grazie anche all'acquisizione di Halda, è risultato in crescita del 49,1% a 5,12 miliardi di dollari. In questo contesto l'utile per azione è passato dagli 1,41 dollari dello stesso periodo del 2024, agli attuali 2,1 dollari per azioni.
Nell'intero 2025 le vendite sono cresciute del 6% a 94,19 miliardi di dollari, mentre l'utile si è apprezzato del 90,6% a 26,8 miliardi di euro. In forte aumento del 90,5% è stato l'utile per azione, che si è attestato a 5,79 dollari.
Nel dettaglio le vendite nel segmento Innovative Medicine sono salite del 5,3%. La crescita è stata trainata principalmente da Darzalex, Carvykti, Erleada e Rybrevant/Lazcluze in Oncologia, Tremfya e Simponi Aria in Immunologia e Spravato in Neuroscienze.
Per quanto riguarda quelle del settore MedTech sono cresciute del 5,4%. In questo caso l'aumento è stato trainato principalmente dai prodotti per elettrofisiologia e da Abiomed nel settore cardiovascolare e dai prodotti per la chiusura delle ferite in chirurgia generale.
Durante la presentazione dei dati il management di J&J ha fornito alcune guidance per quanto riguarda il 2026. Nello specifico le vendite operative sono comprese tra i 99,5 e i 100,5 miliardi di dollari, sopra le stime situate a 98,9 miliardi di dollari.
L'utile annuo per azione è atteso tra gli 11,43 e gli 11,63 dollari, sopra il consenso posto a 11,45 dollari per azione. Ricordiamo che tali previsioni includono l'accordo sui prezzi con il governo Usa, il cui impatto è di centinaia di milioni di dollari.
Non dimentichiamo infine il contenzioso in corso sul talco, con oltre 60 mila cause, che secondo la Corte Suprema di Los Angeles avrebbe causato una forma rara di tumore mortale.
Azioni Johnson & Johnson: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Johnson & Johnson sulla Borsa statunitense. Con volumi in aumento rispetto alla media giornaliera dell'ultimo mese, è una seduta all'insegna delle vendite per il titolo Johnson & Johnson che, con un calo dell'1,4%, transitano in area 215,3 dollari.
Con una tendenza che su tutti i time frame è al rialzo, eventuali discese fin verso i 205-200 dollari, non andrebbero a indebolire il trend ascendente ma al contrario potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Sopra questi livelli è possibile un ritorno delle quotazioni verso i top assoluti situati sulla soglia dei 220 dollari. L'eventuale superamento dei livelli appena menzionati andrebbe a rafforzare il quadro grafico, con prossimi obiettivi i 230-235 dollari e successivamente i 245-250 dollari.
Al contrario la perdita dei 200 dollari aprirebbe la strada a un pullback ribassista più marcato con un primo target i 195-194 dollari e a seguire i minimi degli ultimi due mesi situati sui 185 dollari.
Nel caso in cui anche tali sostegni dovessero cedere il passo a nuove vendite, aumenterebbero le possibilità per andare a mettere sotto pressione la media mobile di lungo periodo situata sui 177 dollari.
La violazione di questi ultimi supporti indebolirebbe il quadro grafico di medio termine, con possibili ulteriori affondi verso i 165 dollari, con target intermedi sui 170 dollari.
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