L’ottimismo sul memorandum di intesa tra Usa e Iran, che attende ancora l’approvazione del Presidente Donald Trump, non ha sostenuto più di tanto le Borse europee in quest'ultima seduta della settimana, ultima anche per questo mese di maggio.
Nello specifico l’intesa prevede l’estensione del cessate il fuoco di altri 60 giorni, duranti i quali i due Paesi si confronteranno sul programma nucleare di Teheran. In questo contesto le vendite sono proseguite sul petrolio, con il Wti e il Brent che hanno perso l'1%.
Con Francoforte e Parigi che hanno terminato le contrattazioni sulla sostanziale parità (rispettivamente -0,09% e -0,07%, il FTSE Mib italiano ha chiuso in rialzo dello 0,42% a 50,037,75 punti.
Dal punto di vista operativo la tenuta dei 50 mila punti dovrebbe favorire una continuazione del trend ascendente presente sull'indice di Piazza Affari. I prossimi target sono situati sui 50.250-50.300 punti e a seguire i 50.500-50.600 punti. Al contrario segnali di debolezza nel breve periodo si avrebbero con la perdita dei minimi della passata settimana situati sui 48 mila punti.
Andando a guardare tra le azioni che a Wall Street stanno facendo fatica troviamo Intel, nonostante l'azienda di Lip-Bu Tan abbia raggiunto un accordo per la costruzione di un impianto in India. Andiamo a scoprire di cosa si tratta.
Intel: accordo in India con 3DGS
Intel ha comunicato di aver raggiunto un accordo con 3D Glass Solutions per un investimento da 3,3 miliardi di dollari, riguardante la realizzazione di un impianto di produzione di substrati per semiconduttori in India.
Lo stabilimento che dovrebbe entrare a regime tra 5-6 anni nella Stato orientale di Odisha, dovrebbe creare quasi 1.800 posti di lavoro.
L'impianto si concentrerà su substrati con nucleo in vetro per packaging avanzato, substrati di interconnessione ad alta densità e tecnologie a semiconduttore associate, con il supporto di Intel in termini di know-how tecnologico e competenza di processo. Ricordiamo che il substrato semiconduttore è lo strato del chip su cui vengono realizzati i circuiti.
Nello specifico si prevede che l'impianto produrrà circa 70.000 substrati di vetro all'anno, 50 milioni di unità assemblate e quasi 13.000 moduli di integrazione eterogenea 3D avanzati, ovvero i package multi-die impilati che racchiudono diversi chip in uno solo.
L'accordo di queste ore non è isolato in quanto è stato approvato nell'ambito dell'India Semiconductor Mission, il programma attraverso il quale Nuova Delhi ha promesso miliardi di dollari in sussidi per riportare la produzione di chip in patria.
Il costo ufficiale del progetto è stimato in circa 1.943 crore di rupie, con un sostegno fiscale centrale di circa 799 crore di rupie e un ulteriore sostegno statale.
Per il Gruppo di Lip-Bu Tan la mossa odierna gli consente di affermarsi in un mercato in rapida crescita e in segmento come quello del packaging avanzato dove ha puntato gran parte delle propria tecnologia.
Intel: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno comportando le azioni Intel dopo queste notizie. Con volumi in calo rispetto alle precedenti giornate è una seduta all'insegna delle vendite per il titolo Intel che, con un calo del 2%, transita nei pressi dei 118 dollari.
Con un'impostazione che su tutti i time frame è al rialzo, le attese sono per una continuazione del trend ascendente, con prossimi obiettivi i 125 dollari e a seguire i massimi assoluti posti sui 132,75 dollari.
Il superamento di queste aree resistenziali andrebbe a rafforzare il quadro grafico, con prossimi obiettivi i 140 dollari e successivamente i 150 dollari. In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso la soglia dei 100 dollari, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita delle aree sopra menzionate potrebbe innescare una fase correttiva di breve periodo con un primo target sui 93 dollari e a seguire i gli 84,59 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 29 aprile. La mancata tenuta di tali livelli dovrebbe far proseguire le vendite in direzione degli 80dollari, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.
Dal punto di vista operativo fondamentale sarà non perdere queste ultime aree, per evitare che le azioni possano andare a chiudere un altro gap rialzista, rimasto aperto lo scorso 24 aprile a 66,78 dollari, in occasioni dei dati del primo trimestre 2026. Sotto tali livelli si avrebbe un indebolimento del quadro grafico di fondo, con prossimi target situati sulla soglia dei 60 dollari.
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