Il nuovo rialzo dei prezzi del petrolio, con le quotazioni che si portano oltre i 91 dollari al barile sui timori di un ampliamento del conflitto in Medio Oriente, torna a mettere sotto pressione i mercati azionari europei. I principali indici di Borsa del Vecchio Continente aprono così la quarta seduta della settimana in generale territorio negativo.
In questo contesto gli operatori iniziano a temere che un aumento persistente dei prezzi dell'oro nero possa spingere al rialzo l’inflazione e di conseguenza complicare il lavoro delle varie banche centrali.
Con i futures statunitensi in calo dello 0,65%, la debolezza ha contrassegnato anche i listini asiatici con il Nikkei in calo dell'1%, il Kospi coreano dello 0,45% e lo Shanghai Shenzhen lo 0,3%.
Per quanto riguarda il FTSE Mib apre le contrattazioni in calo dello 0,7% nei pressi dei 44.450 punti. Dal punto di vista operativo non cambia la view sull'indice italiano che con la perdita dei 45 mila punti punti dovrebbe proseguire la sua fase ribassista.
In questo caso i prossimi obiettivo è situato sui 44.052 punti, dove verrebbe chiuso il gap lasciato aperto 48 ore fa, e a seguire i 43.750-43.700 punti.
Tra le azioni che a Piazza Affari potrebbero vedere una volatilità in aumento troviamo Generali, in scia ai conti del 2025 comunicati dal Gruppo assicurativo. Andiamo a leggerli nello specifico.
Generali: utile netto 2025 in aumento del 12%
Il primo anno del Piano industriale "Lifetime Partner 27: Driving Excellence" da parte di Generali si è chiuso con tutti gli indicatori positivi, che confermano la continua creazione di valore per i propri azionisti.
In un contesto contrassegnato da grande incertezza il Gruppo assicurativo ha terminato lo scorso anno con un utile netto in crescita de 12% a 4,17 miliardi di euro. L’utile netto normalizzato è aumentato del 14,5% a 4,32 miliardi di euro, leggermente sopra il consenso posto a 4,31 miliardi di euro.
Grazie al contributo di tutti i segmenti di business il risultato operativo è cresciuto del 9,7% a 8 miliardi di euro, anche in questo caso sopra le attese situate a 7,97 miliardi di euro.
Nel 2025 i premi lordi complessivi sono cresciuti del 3,6% a 98,12 miliardi di euro, sotto le attese a 98,86 miliardi di euro. Nel dettaglio il segmento Vita è cresciuto dell'1,4% a 61,9 miliardi di euro, mentre quello Danni del 7,6% a 36,2 miliardi di euro. Alla stessa data gli Asset Under Management sono aumentati del 4,3% a 899,93 miliardi di euro.
Il Combined Ratio è sceso a 92,6%, mentre il Solvency Ratio è passato dal 210% del 2024 al 219%, rispetto ad attese al 212%.
Al 31 dicembre dello scorso anno il patrimonio netto della compagnia assicurativa è aumentato del 5,5% a 32,06 miliardi di euro.
In scia a questi dati il management ha proposto un dividendo di 1,64 euro, in aumento rispetto agli 1,43 euro dello scorso anno e sopra le attese a 1,59 euro. Generali ha confermato inoltre l’intenzione di avviare nel corso del 2026 un programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro.
Per quanto riguarda il triennio 2025/2027 Generali ha confermato l’obiettivo di una crescita annua composta degli utili per azione tra l’8% e il 10%.
Il management prevede inoltre che la compagnia possa generare flussi di cassa netti disponibili nel periodo superiori agli 11 miliardi di euro e distribuire agli azionisti dividendi cumulati nel triennio per un ammontare superiore ai 7 miliardi. Il dividendo per azione dovrebbe registrare un tasso di crescita medio annuo oltre il 10%.
Generali: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire cosa ci suggerisce l'analisi tecnica nel breve e medio periodo sulle azioni Generali. È stata una giornata all'insegna della debolezza quella di ieri per il titolo Generali che, con un calo dello 0,42%, ha chiuso le contrattazioni a 33,14 euro. Con un trend di fondo che rimane confermato al rialzo, nel breve periodo fondamentale sarà la tenuta dei minimi degli ultimi 5 mesi situati sui 32,5 euro.
La perdita di questi supporti dovrebbe far proseguire la fase correttiva partita lo scorso 27 febbraio, aprendo di conseguenza le porte per ulteriori ribassi. In questo caso il prossimo obiettivo sarebbe situato sui 32 euro e successivamente il bottom degli ultimi 7 mesi in area 31,75 euro. L’eventuale perdita di tali livelli indebolirebbe il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi situati sui 31 euro.
Al contrario la ripresa dei 33,25 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, dovrebbe porre le basi per un rimbalzo delle azioni. Il primo target sarebbe posto sui 34 euro e successivamente i 34,5 euro.
Il superamento di queste aree dovrebbe prima accompagnare il titolo a chiudere il gap-down lasciato aperto lo scorso 3 marzo a 34,78 euro e a seguire i 35,2 euro Sarà solo lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, che si avrebbe un rafforzamento del trend primario ascendente con possibili allunghi fin verso i top degli ultimi 25 anni posti sui 36,5 euro.
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