Le crescenti tensioni tra Usa e Iran unite alle previsioni meno favorevoli comunicate da Walmart hanno indebolito i mercati azionari europei, che hanno chiusono le contrattazioni in generale territorio ribassista. Con un Cac 40 e un Dax in discesa rispettivamente dello 0,53% e dello 0,96%, il FTSE Mib ha terminato la quarta seduta della settimana in calo dell'1,22% a 45.794,22 punti.
Sul movimento odierno dell'indice italiano hanno pesato in particolar modo le decise vendite sulle utility, che hanno pagato il via libera al decreto bollette. Questo prevede un aumento del 2% sull'Irap per le aziende, con un gettito di quasi 1 miliardo di euro nei tre esercizi fiscali 2026-2028.
Per la seduta di domani il mancato recupero dei 46 mila punti dovrebbe far proseguire la fase correttiva dell'indice italiano, con prossimi obiettivi ribassisti i 45.550-4.500 punti e a seguire i 45.300-45.250 punti.
Dando invece uno sguardo a Wall Street, tra le azioni che si stanno mettendo in luce troviamo Figma. A sostenere gli acquisti sia i dati del 4° trimestre 2025 che le guidance sul 2026 comunicati dall'azienda nella serata di ieri. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Figma: nel 4° trimestre ricavi in aumento del 40%
Grazie all'integrazione dell'intelligenza artificiale nella propria piattaforma, che è stata preferita sempre più sia da imprese che da liberi professionisti, Figma ha chiuso il 4° trimestre dello scorso anno oltre le attese degli analisti.
Nello specifico i ricavi sono cresciuti del 40% a 303, 8 milioni di dollari, con un utile operativo che si è attestato a 44 milioni di dollari. Nonostante la solida performance dei ricavi, Figma ha riportato però una perdita netta di 226,6 milioni di dollari, anche se ha generato un flusso di cassa libero rettificato positivo di 38,5 milioni di dollari.
Per quanto riguarda l'utile per azione rettificato si è attestato a 0,08 dollari, oltre le attese poste a 0,06 dollari.
Da segnalare che nel corso degli ultimi tre mesi gli utenti attivi settimanali di Figma Make sono aumentati di oltre il 70%. Inoltre il Net Dollar Retention Rate della società, che segnala la capacità dell'azienda di produrre reddito dai suoi clienti, ha visto un aumento del 136%.
Per quanto riguarda l'intero 2025 i ricavi sono cresciuti del 41% a 1,056 miliardi di dollari, mentre l'utile operativo è stato di 129,5 milioni di dollari. L'intero anno ha vista una perdita netta di 1,3 miliardi di dollari. Su quest'ultimo dato hanno pesato i 975,7 milioni di dollari, a seguito della quotazione dell'azienda a Wall Street. Nel corso della presentazione dei dati il fondatore e Ceo del Gruppo, Dylan Field, ha fornito qualche indicazione per il 2026.
Grazie alle partnership con Anthropic e Open AI i ricavi del 1° trimestre dovrebbero attestarsi tra i 315-317 milioni di dollari, ampiamente oltre il consenso degli analisti posto a 292,5 milioni di dollari.
Per l'intero anno questi sono visti tra gli 1,366-1,374 miliardi di dollari, sopra le attese situate a 1,286 miliardi di dollari. In crescita anche l'utile operativo rettificato che dovrebbe essere compreso tra i 100-110 milioni di dollari.
Il manager ha anche avvertito che gli investimenti dell'AI potrebbero impattare sui margini dell'azienda. Infine a partire da marzo di quest'anno, l'azienda passerà a un modello di monetizzazione ibrido, tramite la vendita di crediti AI.
Azioni Figma: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Figma sulla Borsa statunitense. Con volumi in aumento rispetto alle precedenti giornate, è una seduta all'insegna degli acquisti per il titolo Figma che, con un guadagno di oltre il 6%, si avviano al giro di boa oltre i 25 dollari.
Con un'impostazione primaria al ribasso, nel breve periodo per dare seguito al rimbalzo delle ultime giornate i prezzi dovrebbero spingersi sopra le prime resistenze poste sui 26,70 dollari.
Il superamento di tali aree dovrebbe prima spingere il titolo verso l'area dei 28 dollari e successivamente in direzione dei massimi dell'ultimo mese situati sulla soglia dei 30 dollari.
Qualora tali livelli dovessero essere messi alle spalle, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico di breve periodo. In questo caso i prossimi obiettivi dovrebbero essere situati sui 33 dollari.
Al contrario il mancato ritorno oltre i 26,7 dollari, andrebbe a catalogare il movimento delle ultime giornate come un normale rimbalzo tecnico che potrebbe essere sfruttato per aprire posizioni ribassiste.
In questo caso il primo target sarebbe situato sui 23 dollari e a seguire l'area dei 22 dollari. La mancata tenuta di tali supporti aumenterebbe le possibilità di un test sui minimi di sempre situati sulla soglia dei 20 dollari.
L'eventuale violazione di questi ultimi livelli andrebbe a indebolirete ulteriormente la struttura grafica primaria, con possibili discese verso i 19 dollari e a seguire l'area dei 18 dollari.
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