Invertendo le buone performance dei primi due mesi dell'anno, le azioni europee hanno bruciato ben 420 miliardi di euro nel primo trimestre del 2026. L'indice Stoxx Europe 600 ha guadagnato oltre il 3% sia a gennaio sia a febbraio, facendo meglio del benchmark americano S&P 500. A marzo, però, ha subito un crollo dell'8,4%, cancellando 1.400 miliardi di capitalizzazione, sulla scia della guerra scoppiata in Medio Oriente.
L'aumento dei prezzi del petrolio derivato dal conflitto USA-Iran è un veleno per l'economia europea, fortemente dipendente dalle importazioni di greggio. Le preoccupazioni degli investitori riguardano il sopraggiungere di una stagflazione, che metterebbe la Banca Centrale Europea nelle condizioni di intervenire alzando i tassi di interesse, con la conseguenza di spingere ulteriormente l'economia in recessione.
Azioni europee: chi vince e chi perde in questo primo trimestre
Sono stati molti i perdenti tra le azioni europee in questi primi tre mesi dell'anno, ma a guidare il crollo dei listini si sono distinte tre aziende che un tempo erano i beniamini degli investitori: LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton, SAP SE e Novo Nordisk. Tutte e tre hanno perso in Borsa circa il 30% da inizio anno, contribuendo insieme a circa il 53% del calo dello Stoxx Europe 600.
Entrando nello specifico, LVMH ha polverizzato 90 miliardi di euro di valore di mercato, accentuando la crisi del settore del lusso, che ormai dura da diversi anni. La guerra Mediorientale ha inasprito una situazione già compromessa, anche se negli ultimi mesi qualche segnale positivo si era intravisto nei conti finanziari del colosso francese. Ora gli investitori si preparano a un rallentamento della crescita e alla perdita di clientela nei ricchi mercati del Golfo.
SAP ha subito una perdita di circa 75 miliardi di euro alla Borsa di Francoforte. Il problema principale del gruppo tedesco del software è l'intelligenza artificiale. Dopo che una startup AI come Anthropic ha introdotto modelli che rendono obsoleti i software tradizionali, gli investitori hanno iniziato a colpire pesantemente le aziende del settore.
Novo Nordisk deve fare i conti con un rallentamento della crescita. La concorrenza di Eli Lilly e alcuni dati deludenti su CagriSema, il farmaco di nuova generazione contro l'obesità, hanno scatenato il sell-off delle azioni della società. A tutto ciò si aggiunge la scadenza quest'anno dei brevetti di Wegovy e Ozempic, i trattamenti per obesità e diabete, in alcuni mercati chiave come Cina e India, a peggiorare il sentiment degli investitori.
"Quando si guardano queste aziende, il fatto è che i loro mercati si sono semplicemente ridotti, e così anche i multipli di valutazione", ha dichiarato Nicolas Domont, gestore di fondi presso Optigestion a Parigi. "Il lusso ha beneficiato di una domanda repressa post-Covid, SAP si trova ad affrontare l'AI e Novo ora deve fronteggiare una forte concorrenza nel settore dell'obesità".
Azioni Europee: si salva solo ASML
In questo contesto in declino, sono poche le stelle a brillare. Tra queste, il leader dei macchinari per chip ASML Holding, attualmente la più grande azienda europea. Il colosso olandese ha aumentato di oltre un quinto la sua capitalizzazione di mercato, aggiungendo oltre 70 miliardi di euro.
Il suo vantaggio deriva dal boom dell'intelligenza artificiale, che ha innescato una domanda famelica per le attrezzature necessarie a produrre chip di fascia alta applicati alla nuova tecnologia. Oltre ad ASML, non si vedono al momento altri grandi vincitori. "È triste dirlo, ma l'Europa al momento manca di campioni della crescita", ha affermato Domont.