In una giornata che dovrebbe vedere volumi in calo con la chiusura dei listini azionari statunitensi, i mercati azionari europei inaugurano la nuova settimana in leggero territorio positivo. DAX e CAC 40 vedono i loro corsi segnare rialzi superiori allo 0,3% al suono iniziale della campanella.
In questo contesto il FTSE Mib apre le contrattazioni riportandosi oltre i 45.500 punti. Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta di questi livelli, per evitare una ripresa delle vendite prima in direzione dei 45.250-45.200 punti e a seguire verso i minimi delle ultime settimane poste sulla soglia dei 45 mila punti. Al contrario nuovi segnali di forza da parte dell'indice italiano si avrebbero con il superamento dei 46 mila punti.
Tra le azioni da seguire in queste ore a Piazza Affari troviamo Eni, con il Gruppo di San Donato che ha comunicato un nuova importante scoperta in Angola. Andiamo a vedere di cosa si tratta e le possibili ricadute sul titolo in Borsa.
Eni: scopre giacimento petrolifero in Angola
Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha confermato di aver effettuato un'importante scoperta di petrolio nel pozzo esplorativo Algaita-01, situato nel blocco 15/06 nell’offshore dell’Angola. Le prime indicazioni parlano di un volume di petrolio pari a circa 500 milioni di barili, confermando il potenziale minerario dell’area e rafforzando ulteriormente la posizione del Paese tra i principali produttori dell’Africa subsahariana.
Il pozzo Algaita-01, i cui lavori sono partiti lo scorso 10 gennaio, è stato perforato dall’impianto per acque profonde Saipem 12000 a una profondità d’acqua di 667 metri, confermando l'ottima qualità del giacimento e le caratteristiche dei fluidi. Inoltre la presenza di infrastrutture di produzione nelle vicinanze del pozzo, tra cui la FPSP Olombendo, dovrebbe non solo supportare la sviluppo del giacimento ma anche ottimizzare i costi.
Il blocco è gestito con il 36,84% da Azule Energy, una joint venture paritetica tra Eni e BP. Tra i partner troviamo SSI con il 26,32% e Sonangol E&P con il 36,84%. La scoperta del nuovo pozzo rafforza la presenza del cane a sei zampe nel Paese africano, in particolar modo nel settore upstream, dove è presente fin dal 1980 tramite la jv con Azule Energy, il più grande produttore indipendente di olio e gas del Paese.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere quali sono le attese sulle azioni Eni nel breve e medio periodo. Nonostante la debolezza del mercato italiano è stata una settimana positiva per il titolo Eni che, con un saldo positivo dell'1,94%, ha chiuso le contrattazioni a 18,18 euro.
Con tutti gli indicatori di forza impostati al rialzo, le attese sono per una continuazione degli acquisti in direzione dei massimi degli ultimi 12 anni sui 18,45 euro. Nel caso in cui queste aree dovessero essere messe alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico di fondo.
Sopra tali livelli i prossimi target sarebbe situati sui 19 euro e successivamente la soglia dei 20 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio che dovessero riportare i corsi in direzione dei 17 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita dei livelli sopra menzionati dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva più accentuata, che avrebbe come primo obiettivo i 16,70 euro, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nel mese di aprile dello scorso anno.
La mancata tenuta di questi supporti farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 16 euro e successivamente i minimi degli ultimi 4 mesi situati sui 15,6 euro. La violazione di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo. In questo caso il prossimo target è posto sui 15,17 euro, dove non solo verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 23 ottobre ma dove transita la media mobile di lungo periodo, e a seguire il bottom degli ultimi 7 mesi a 14,55-14,50 euro.
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