L'escalation di una guerra commerciale su larga scala, dopo le minacce di Trump di dazi universali al 20%, ha indebolito i listini europei, che hanno chiuso le contrattazioni in deciso territorio negativo. E così il CAC 40 ha lasciato sul terreno l'1,5% del suo valore mentre il DAX ha maturato una flessione dell'1,22%.
In questo contesto il FTSE Mib ha terminato la prima giornata della settimana in ribasso dell'1,7% in area 38.100 punti. Dal punto di vista operativo fondamentale diventerà la tenuta dei 38.000 punti, per evitare all'indice italiano di andare a mettere sotto pressione i minimi degli ultimi 50 giorni in area 37.500 punti.
Tra i titoli che nella seduta odierna hanno visto a Piazza Affari una volatilità in aumento troviamo Eni, nel giorno in cui è stata perfezionata un'operazione su Plenitude. Andiamo a scoprire di cosa si tratta.
Eni: EIP sale al 10% di Plenitude
Come era stato comunicato lo scorso 11 novembre, Plenitude ha perfezionato l’operazione con Energy Infrastructure Partners (EIP), salito al 10% del capitale. L’investimento complessivo del fondo svizzero, specializzato nei megatrend dell'energia, raggiunge così gli 800 milioni di euro, grazie a un ulteriore aumento di capitale da 209 milioni, dopo i 588 milioni di euro che erano stati versati nel marzo dello scorso anno, con cui si era assicurato il 7,6% del capitale.
L’operazione, approvata dalle autorità competenti, porta l'Equity Value di Plenitude a circa 8 miliardi di euro e l'Enterprise Value a superare i 10 miliardi di euro. Ricordiamo che l'operazione messa in campo dal Gruppo guidato da Claudio Descalzi, si inserisce nel quadro della cosiddetta strategia dei satelliti, tramite cui la società intende far emergere il valore delle attività non legate agli idrocarburi e raccogliere risorse utili per il loro sviluppo.
Plenitude, grazie alla sua presenza in 15 Paesi nel Mondo, prevede di raggiungere entro il 2030 una capacità installata di energia rinnovabile fino a 15GW. Questo dovrebbe consentire di raddoppiare l'Ebitda entro il 2028, fino a 1,9 miliardi di euro, livello che dovrebbe ulteriormente salire oltre i 2,5 miliardi di euro entro il 2030.
Si prevede inoltre che il ROACE a medio termine si attesterà intorno al 10%. Inoltre l'obiettivo dell'azienda al 2026 è di raggiungere oltre 11 milioni di clienti, superare i 7 GW di capacità rinnovabile installata e oltre 20 mila punti di ricarica installati.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono comportate le azioni Eni in Borsa italiana. È stato un inizio di settimana all'insegna della volatilità per il titolo Eni che, con volumi in contrazione rispetto alle passate sedute, ha chiuso le contrattazioni quasi sugli stessi livelli di venerdì scorso in area 11,30 euro. Con una tendenza di medio periodo impostata al rialzo, le attese sono per un test sui massimi del 2025 in area 14,50 euro.
Dal punto di vista operativo il superamento di questi ultimi livelli dovrebbe far proseguire gli acquisti prima verso i 14,65-14,70 euro e in seguito in direzione dei 15 euro, che rappresentano i top degli ultimi 9 mesi e dove verrebbe chiuso il gap down lasciato aperto il 16 maggio dello scorso anno.
Nel caso in cui le azioni riuscissero a lasciarsi alle spalle questi ultimi livelli, si avrebbe un ulteriore rafforzamento della la struttura grafica di fondo, con prossimi target i 15,50 euro e in seguito i top degli ultimi anni situati nei pressi dei 15,80 euro.
Al contrario, il ritorno del titolo sotto i primi supporti di breve situati sui 14-13,90 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, aprirebbe le porte a delle prese di beneficio con un primo obiettivo i 13,50 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend.
La violazione di questi sostegni potrebbe essere sfruttata per aprire posizioni ribassiste, con un primo target i 13,30 euro, minimi dell'ultimo mese, e in seguito i 13,092 euro, dove verrebbe chiuso il gap up lasciato aperto lo scorso 2 gennaio.
Fondamentale diventerebbe a quel punto non perdere questi ultimi livelli per vedere aumentare le possibilità di un ritorno del titolo in direzione dei minimi dello scorso anno in area 12,30 euro, con target intermedi sui 12,75 euro.
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