Le rinnovate vendite che hanno affossato nella seduta di ieri il settore tecnologico Usa, in scia ai timori che i forti investimenti messi in campo dalle aziende possano comprimere i margini, indeboliscono i mercati azionari europei. In una giornata che avrà come market mover la riunione della Bce, il FTSE Mib inaugura la quarta seduta della settimana nei pressi della chiusura di ieri in area 46.600 punti.
Con una struttura grafica di fondo che rimane sempre al rialzo, tutte le fase correttiva fin verso i 46 mila punti non andrebbero a indebolire l'indice italiano. La tenuta di questi livelli dovrebbe mantenere inalterate le chance di una prosecuzione del trend ascendente in direzione dei prossimi obiettivi posti sui 47 mila punti.
Tra le azioni da seguire in queste ore a Piazza Affari troviamo BPER Banca, con l'istituto bancario che ha comunicato i conti del 2025. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
BPER Banca: utile 2025 in aumento del 50%
In un anno che è stato caratterizzato da un'instabilità sia geopolitica che macroeconomica, BPER Banca ha chiuso il 2025 centrando tutti gli obiettivi presenti all'interno del Piano Industriale.
L'istituto guidato da Gianni Franco Papa ha terminato lo scorso anno con un utile netto in rialzo del 50% a 2,1 miliardi di euro. In aumento del 40,8% è stato il risultato della gestione operativa che si è attestato a 3,58 miliardi di euro, grazie al calo degli oneri operativi.
Con un margine di interesse aumentato del 13% a 3,82 miliardi di euro e commissioni in aumento del 16,9% a 2,41 miliardi di euro, i proventi operativi hanno visto un guadagno del 18,3% a 6,59 miliardi di euro, oltre le attese poste a 6,4 miliardi di euro.
Nel 2025 i crediti netti verso la clientela sono stati pari a 128,7 miliardi di euro e si confrontano con i 90,1 miliardi di euro registrati nel 2024. Alla stessa data l’incidenza dei crediti lordi era pari al 2,1%, rispetto al 2,4% dell'anno precedente. Per quanto riguarda l’incidenza dei crediti netti verso clientela è passato dall'1,1% all'1%. Il cost/income ratio è passato dal 50,3% al 45,7%, rispetto al 48% previsto a inizio anno dalla banca.
Andando a dare uno sguardo ai coefficienti patrimoniali il CET 1 ratio si è attestato al 14,8%, in calo rispetto al 15,8% del 31 dicembre 2024, il Tier 1 ratio al 17,2% e il Total Capital ratio al 19,2%. Alla stessa data le attività finanziarie ammontavano complessivamente a 45,7 miliardi di euro.
All’interno dell’aggregato, i titoli di debito ammontano a 43,1 miliardi di euro con una duration pari a 2,2 anni e includono 21,7 miliardi di titoli di Stato italiani.
In scia a questi dati il management dell'istituto ha proposto la distribuzione di un dividendo 2026 complessivo di 0,65 euro per azione, rispetto agli 0,6 euro assegnati lo scorso anno, con un payout ratio al 75%. La cedola comprende l’acconto di 0,1 euro che è stato distribuito nello scorso mese di novembre.
Infine per quanto riguarda l'integrazione con la Popolare di Sondrio, l'istituto ha sottolineato che tutte le attivitià che dovrebbero portare all'integrazione dei due istituti, prevista entro il prossimo mese di aprile, sono in pieno svolgimento.
Azioni BPER Banca: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere quali sono le attese sulle azioni BPER Banca nel breve e medio periodo. Dopo essersi spinto sui top di periodo in area 12,6 euro, è stata una giornata all'insegna della debolezza quella di ieri per il titolo Bper Banca che, con un calo dello 0,93%, ha chiuso a 12,32 euro.
Dal punto di vista operativo l'hammer ribassista formatosi nella seduta di ieri potrebbe ora aprire la strada a una fase correttiva di breve periodo. In questo caso il primo obiettivo sarebbe situato sui 12 euro e a seguire gli 11,60-11,55 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend.
L'eventuale violazione di questi supporti dovrebbe rafforzare il movimento discendente, che avrebbe come prossimo target gli ex massimi toccati nello scorso mese di novembre sugli 11 euro.
La perdita di questi ultimi supporti, dove troviamo anche la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nello scorso mese di aprile, dovrebbe far proseguire le vendite prima verso i 10,6-10,5 euro e successivamente la soglia dei 10 euro.
Al contrario fin quando le quotazioni riusciranno a confermarsi sopra gli 11,55 euro, le prese di beneficio potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto. In questo caso il titolo dovrebbe tornare a mettere sotto pressione i top di periodo, sopra i quali aumenterebbero le chance per un test sui massimi assoluti a 11,70-11,75 euro.
Nel caso in cui queste aree dovessero essere superate, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico di fondo, con prossimo obiettivi la soglia dei 12 euro e a seguire i 12,5 euro.
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