L’incertezza riguardante gli sviluppi della crisi in Medio Oriente e in particolare sulle indiscrezioni, in parte smentite, di un possibile intervento di terra in Iran, hanno indebolito i mercati azionari europei che hanno chiuso le contrattazioni in generale territorio negativo.
A spingere ulteriormente al ribasso il sentiment degli operatori è stata anche l'eventualità di un allargamento del conflitto, dopo il lancio di droni iraniani verso un aeroporto dell'Azerbaijan, storico partner di Israele. Con mercati negativi gli acquisti sono tornati a premiare sia il petrolio, in salita del 4%, che il dollaro, apprezzatosi nei confronti di tutte le altre valute.
Con un Cac 40 e un Dax in discesa rispettivamente dello 1,65% e dell'1,75%, il FTSE Mib ha terminato la quarta seduta della settimana in calo dell'1,61% a 44.608,55 punti. Dal punto di vista operativo la violazione dei 45 mila punti torna nuovamente a indebolire il quadro grafico di breve periodo dell'indice italiano. Il mancato recupero di tali aree dovrebbe far proseguire la fase correttiva verso i 44.300-44.250 punti e a seguire in direzione dei minimi dell'ultimo mese sui 44 mila punti.
Tra le azioni che nella seduta odierna hanno visto una volatilità in deciso aumento troviamo Azimut, in scia ai dati comunicati dal Gruppo in tarda mattinata. Andiamo a scoprire come la società ha terminato il 2025.
Azimut: ricavi e dividendo in aumento
Anche nel 2025 è proseguito il percorso di crescita di Azimut, grazie in particolar modo al contributo sinergico arrivati da tutti i canali distributivi. Nello specifico il Gruppo guidato da Pietro Giuliani ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 9% a 1,4 miliardi di euro e un utile netto di 525,67 milioni di euro.
L’utile netto ricorrente è cresciuto del 20% a 478,75 milioni di euro. L’Ebit ricorrente è aumentato del 9% a 578 milioni, grazie alla crescita dei ricavi ricorrenti in tutti i mercati chiave. A livello geografico un contributo rilevante è arrivo da Italia, Brasile, Emirati Arabi, Monaco, Turchia e Stati Uniti.
Nel corso dell'anno passato la raccolta netta è passata dai 18,3 miliardi del 2024 agli attuali 32 miliardi di euro. Per quanto riguarda la posizione finanziaria netta è positiva per oltre 800 milioni di euro.
In scia a questi dati il management ha proposto un dividendo di 2 euro per azione, in aumento rispetto agli 1,75 euro dell'anno passato.
Per il 2026, il management conferma l’obiettivo di una raccolta netta di 10 miliardi di euro e un utile netto di 550 milioni di euro, al netto di componenti straordinarie. Il Cda ha anche autorizzato un buyback fino a 500 milioni di euro, con la possibilità di cancellare fino a 14 milioni di azioni, pari al 9,77% del capitale sociale.
Dal 2027 Azimut adotterà un piano semestrale dei dividendi a maggio e novembre, per garantire flussi di cassa più frequenti e prevedibili. Nel quadro del piano strategico Elevate 2030, il gruppo punta a distribuire tra 750 e 800 milioni di euro tra 2026 e 2027, inclusi circa 250 milioni di euro da operazioni straordinarie.
Azioni Azimut: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere qual è stata la performance delle azioni Azimut sulla Borsa italiana. Con volumi in aumento rispetto alla media giornaliera mensile, è stata una seduta volatile per il titolo Azimut che, dopo essersi spinto fin oltre i 35 euro, ha chiuso le contrattazioni in calo dello 0,53% a 33,62 euro.
Se l'impostazione di fondo rimane confermata al rialzo, nel breve periodo la fase correttiva delle ultime settimane ha indebolito il quadro grafico.
Dal punto di vista operativo sarà solo con il ritorno oltre le prime resistenze situate sui 34,5 euro, che si avrebbe un primo segnale di forza. Sopra tali livelli le azioni dovrebbero porre le basi per un recupero in direzione dei 35 euro e successivamente verso i 35,70-35,75 euro.
Il superamento di tali aree, dove transita sia la media mobile a 50 giorni che l'indicatore daily del Supertrend, dovrebbero favorire ulteriori apprezzamenti in direzione dei 36,5 euro.
Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, aumenterebbero le possibilità per un ritorno verso i massimi assoluti situati sui 37,3 euro.
Al contrario la perdita dei 32,5-32 euro, minimi degli ultimi 3 mesi e dove transita la media mobile di lungo periodo, farebbe proseguire l'attuale fase ribassista.
In questo caso dovremmo assistere a ulteriori vendite prima in direzione dei 31,25 euro e successivamente verso la soglia dei 30 euro. La perdita di questi supporti, minimi degli ultimi 6 mesi andrebbe a indebolire ancora di più la struttura grafica con prossimi target i 29,4 euro e in seguito i 28,5 euro.
L'eventuale violazione di tali livelli spingerebbe i corsi in direzione dei 27,5 euro, con target intermedi sui 27 euro.
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