La magia di Marchionne nell'accordo FIAT/General Motors

Sergio Marchionne é stato il manager che é riuscito, grazie a delle abili scelte aziendali, a far ripartire il gruppo fiat, gruppo che, negli anni, é arrivato piu’ volte vicino alla bancarotta.

Era il 13 marzo del 2000 quando il gruppo sigla un accordo con GM (General Motors). Il gruppo americano compra il 20% di Fiat auto, mentre FIAT acquisisce il 5.15% del capitale di GM, diventando il primo socio privato per importanza.

Oltre a questo, a Fiat viene concesso un diritto di vendita (opzione put) del restante 80%, diritto esercitabile tra il gennaio 2004 ed il luglio 2009.

Dal 2001 le cose cominciano ad andare male, la crisi fa calare le vendite e, di conseguenza, il titolo Fiat cala in borsa dal livello di 7 euro circa (prezzo del titolo al tempo dell’accordo) fino ad 1.5 euro per azione.
General Motors non é immune alla crisi, il titolo cala in borsa da 55 dollari per azione a circa 40.

E' marzo 2005 quando Marchionne prende l’aereo, va a Detroit, ed al CEO di GM, inaspettatamente, mostra i bilanci non di Fiat, ma di GM! Lo convince che per GM non é conveniente comprare la Fiat...Se la comprasse, GM fallirebbe, trascinata nel burrone da una azienda che perde quasi un miliardo di dollari l’anno. (vedi bilancio in allegato)

Ed é qui la magia di Marchionne...Invece di vendere tutto il comparto auto, che in quel momento vale circa 3 miliardi di dollari, se ne fare dare 2, per stracciare l’opzione put (diritto di vendita) in mano agli Agnelli che, se esercitata, obbligherebbe GM a comprare.

Con 2 miliardi di dollari freschi in cassa, il gruppo riparte. Nuove idee, nuovi prodotti, nuovo marketing...il resto é storia... La nuova 500 conquista il mondo, il titolo riparte e, dai minimi di 1.5 euro per azione sale, fino ad arrivare agli attuali 16 euro per azione.(guarda grafico allegato...freccia Rossa: accordo con GM, freccia verde: divorzio da GM)

In tanti, in queste ore, contestano a Marchionne di aver fatto solo gli interessi degli azionisti e meno quelli dei dipendenti... Ma io non credo che sia cosi! Cosa sarebbe successo che, invece di impedire la vendita di Fiat, lasciandola nelle mani degli agnelli, l’avesse venduta agli americani?

Siamo sicuri che i nuovi proprietari avrebbero fatto gli interessi dei dipendenti? Io credo che, come tutte le persone di successo, Marchionne avesse a cuore le sorti dei propri dipendenti e che questo capolavoro fatto con GM, in fondo, sia stato deciso anche per salvare migliaia di lavoratori.

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gianfranco aldeni

gianfranco aldeni - 23/07/2018 21:15 Rispondi

angelo marabotto

angelo marabotto - 23/07/2018 22:27 Rispondi

Daniele G

Daniele G - 24/07/2018 08:43 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 24/07/2018 09:05 Rispondi

gianfranco aldeni

gianfranco aldeni - 24/07/2018 17:31 Rispondi