La Federal Reserve ha aumentato di nuovo i tassi e adesso?

Ciao ragazzi,
oggi vi porterò, oltre alle consuete analisi grafiche, alcune riflessioni sull'ultimo rialzo dei tassi della FED.

Mercoledì 13 dicembre, il FOMC, il comitato di governance della FED, ha deciso un aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto, lasciando il tasso marginale al 1,50%. L'aumento dei tassi è sicuramente uno dei dati che ha maggiore impatto sui mercati, soprattutto in quello valutario. Il resto dei mercati potrebbe finire per notaregli effetti a lungo termine, ma un aumento dei tassi influenza tutti gli strati di un'economia.

Questo fatto importante deve essere preso in considerazione nella nostra attività di trading perché ha un'influenza molto chiara sul mercato. Quando si verifica un aumento del tasso, infatti, vuol dire che siamo di fronte a una situazione economica espansiva. La FED dallo scorso dicembre 2016 ha cominciato ad aumentare i tassi in linea con alcune migliorie dell'economia americana. Controlla, inoltre, l'inflazione ed è capace di aiutare a garantire e incoraggiare l'occupazione. Questa è la principale differenza tra la FED e la Banca centrale europea, poiché l'entità europea controlla soltanto il livello dei prezzi e non opera su un territorio unico sia a livello economico che fiscale.

Quali conseguenze avrà questo aumento dei tassi? In primo luogo una volatilità a breve termine, anche se in questo caso, poiché si trattava di un aumento ampiamente preannunciato, sembra che il mercato abbia già scontato questo dato nei prezzi con largo anticipo.

A lungo termine,tuttavia, il risultato è diverso. La FOMC ha mostrato un chiaro giudizio sull'economia statunitense. La sua percezione è quella di un'economia in espansione che richiede il ritiro delle restanti misure di stimolo. Non a caso già da ottobre La FED ha cominciato a ritirare liquidità dal mercato.

Il programma espansivo della FED cominciato 10 anni fa ha avuto un grande effetto sui mercati e ha agito da motore dell'economia attraverso misure definite non convenzionali ma che in realtà non hanno precedenti nella storia economica. La profonda crisi del 2008 ha portato l'economia degli Stati Uniti in una situazione in cui i bassi tassi non erano in grado di stimolare l'economia come in precedenza. Quindi, ad un certo momento, si è deciso di attuare una misura che consiste fondamentalmente nell'inondare il mercato di liquidità.

Dietro questo concetto c'è qualcosa di semplice come la creazione di una domanda artificiale nel mercato. Vale a dire, la FED inizia a comprare attività che provoca un aumento dei prezzi a causa di questa domanda e troviamo situazioni paradossali come quella dove vede la stessa FED acquistare obbligazioni del Tesoro USA, facilitando l'aumento dell'indebitamento e provocando una situazione complessa per i detentori di tali obbligazioni.

Qual'è adesso il problema reale di questa stituazione? Queste misure sono state decisive per l'enorme rialzo che abbiamo visto nei mercati azionari, come possiamo vedere nel grafico del S&P500 monthly. E il problema è proprio come ritirare queste misure senza intaccare pesantemente i mercati, con un piccolo dettaglio che non è banale: il rialzo dei tassi è inevitabile, per cui se proprio ora dovessimo incappare in un'altra nuova recessione (causata dal ritiro degli stimoli o da altre ragioni sistemiche), avendo i tassi vicini all'1%, non abbiamo margine per applicare successivamente misure convenzionali di stimolo abbassando i tassi di interesse. Avremmo solo quel margine dell'1%.

Pertanto, il ritiro delle misure espansive è praticamente obbligatorio e l'intenzione è di renderle le più leggere possibili; non a caso anche la comunicazione istituzionale dei membri della FED è cambiata, preparando con largo anticipo il mercato senza lasciare spazio a sorprese.

Sicuramente uno scenario di aumenti dei tassi gioca a favore del dollaro.
L'USD rimane la valuta di riferimento nel mercato valutario, e quindi apriremo un 2018 in un contesto ribassista in molti dei cross principali con l'USD (es EUR/USD, GOLD) e rialzista per strumenti così importanti per il mercato come l'USD/JPY. Questo trend, però, potrebbe cambiare nel secondo trimestre del 2018, dato che il mercato ha già scontato e compreso le intenzioni della FED e quindi dovrebbe riportare ad un indebolimento del dollaro per motivi anche politici. Di questo però ne parleremo il prossimo mese al webinar del 10 gennaio “In linea con l'economista”.
L'intenzione della FOMC è di continuare l'aumento dei tassi a un buon ritmo durante questo prossimo 2018 in un movimento prolungato fino al 2019-2020, quindi potremmo aver sperimentato una svolta nel mercato in questo 2017. Ecco perchè sarà necessario attenti all' analisi intermercato oltre che ai risvolti politici ed economici insieme alla nostra tipica analisi tecnica. 

Come detto nel video di ieri, ci sono approcci troppo soggettivi ai mercati, con utilizzo di parole come “ il mercato fa”, “il mercato deve”, ma i mercati sono al di sopra di tutti e fanno quello che vogliono.
L'unico modo per tradare i mercati è capire dal grafico la direzione e seguire la tendenza. Banale vero? Ma è sempre stato così e sempre sarà così.

Veniamo al DAX. Anche se dal 5 novembre la volatilità intraday è alle stelle, in ottica multiday rimane totalmente ingabbiato in un range ben definito ovvero tra i 12850 e i 13181.

Aldilà della FED e della BCE, Il DAX deve dimostrare una chiara direzionalità che ancora non c'è. Per cui la prossima settimana faremo attenzione ai 13197 per capire se è possibile da qui tentare allunghi fino ai 13256, da cui potrebbe partire un'accellerazione rialzista con obiettivo 13301-13422. Allo stesso modo i 12997 saranno il supporto da non perdere per evitare rovinose cadute verso i 12925-871-850 con estensione fino ai 12756.
In questo range ci sarà da stare attenti ai volumi delle mano forti e capire quando comincerà un'esplosione di momentum.

Gli indici americani mantengono un saldo trend rialzista, ciclicamente ci troviamo in una fase dove gli scambi sono bassi e le quotazioni seguono al rialzo, fase tipica di una sano mercato al rialzo che dovrebbe continuare almeno fino alla prima settimana di gennaio. Questa settimana, tuttavia, dovremmo capire se cominciamo a salire con vigore oppure ci sarà un forte ribasso. Fate attenzione ai 2655 e ai 2636 perchè la perdita di queste zone potrebbe auspicare una forte inversione con primo obbiettivo verso i 2624-2600-2575. Se invece le quotazioni rimaranno al di sopra dei 2670, punteremo con forza ai 2700-2718 con estensioni fino ai 2742.

Come sempre, seguiranno aggiornamenti e vi allego all'articolo grafici aggiornati. Nel frattempo vorrei augurarvi un ottimo Natale e che possa essere una buona occasione per ricaricare le batterie in vista del nuovo anno di trading. 

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Vi aspetto mercoledì 10 Gennaio alle 18 al webinar gratuito dove parleremo di tutte le novità in tema di scalping.

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Per chi fosse interessato al corso, le registrazioni sono a disposizione,per maggiori info cliccare QUI o scrivere a info@investire.biz. Per dare continuità a questo percorso abbiamo anche attivato un canale telegram per l'apertura DAX, potete visionare il suo funzionamento cliccando QUI

 

1 - Commento

Silvestro Ventrella

Silvestro Ventrella - 17/12/2017 13:06 Rispondi