L'avidità e lo stop loss: i principali nemici del trader

No, non sto dicendo un'eresia....

Non sto disattendendo una delle principali regole che deve rispettare un trader nel suo modus operandi, ossia contenere le perdite ma, facendo tesoro di un'esperienza decennale nel campo, ho imparato una cosa importante, che il trading è per il 90% testa, inteso come psicologia, solo il resto metodo, tecnica e conoscenza. E quindi uno dei principali motivi per cui il trading è perdente è perché un'operazione in perdita ha un impatto sul nostro cervello dieci volte superiore rispetto ad un'operazione in profitto.

Quante volte sarà capitato di fare un piano di trading perfetto, averci studiato e lavorato ore se non giorni, poi per congiunture tutte strane di mercato il prezzo è andato a colpire lo stop loss e poi ha ripreso l'andamento che ci si era immaginato? Ecco a quel punto non è solo l'arrabbiatura legittima che ne ne viene fuori con tanto di imprecazioni e di richiami a chissà quale grande maledizione, ma è tutto quello che segue dal punto di vista mentale che è deleterio. Da lì in poi l'insicurezza che quell'operazione sfortunata ha trasmesso è tale da far perdere lucidità anche per pianificare le operazioni future.

Sì, bisogna lavorare su se stessi e sulla propria psiche, direbbero alcuni, verissimo... ma tutti ci riescono? Alla luce delle statistiche sui trader perdenti e su quelli vincenti sorge più di un dubbio. Quindi le perdite, a mio avviso non vanno accettate, perché il nostro cervello le rifiuta, ma vanno addomesticate, cioè accantonate e gestite con operazioni di copertura di segno contrario. Questo, secondo il mio parere, aiuta a mantenere la concentrazione verso il piano di trading che potrà ancora essere ripreso e mantenersi valido, tanto c'è sempre tempo di ritornare sulle operazioni in flat e gestirle. Per converso, l'errore assai più pericoloso che si possa fare è lasciare la perdita in sofferenza perché lì si rischia davvero di fare un bagno di sangue.

L'avidità è l'altro mostro che un trader si trova a combattere. E non mi riferisco tanto al fatto di non chiudere le posizioni in profitto, si sa i profitti quando si elabora una strategia vanno anche lasciati correre. Ma alludo alla ormai diffusa e malsana convinzione che con capitali esigui e utilizzando una leva sconsiderata si possa diventare ricchi in poco tempo. Il trading è un'attività vera e propria, va gestita giorno per giorno e produce risultati proporzionalmente al capitale investito. Se si riesce ad ottenere un 20-30% annuo, e sono in pochi a riuscirci, è un ottimo risultato aziendale, quindi vivere di trading si può ma la cosa richiede capitali, impegno, conoscenza, esperienza e soprattutto buon senso. Quest'ultimo si esemplifica nella leva utilizzata, se essa la si mantiene ad un livello di 1:2, 1:3 massimo dà la possibilità di restare in pista a lungo, una leva maggiore aumenta la probabilità di finire nel calderone dei pesci gettati in pasto ai mercati.

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6 - Commenti

Antonio Leonetti

Antonio Leonetti - 04 ottobre 16:16 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 04 ottobre 17:09 Rispondi

danilo corti

danilo corti - 04 ottobre 16:31 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 04 ottobre 17:11 Rispondi

Lamberto Rusi

Lamberto Rusi - 04 ottobre 19:26 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 07 ottobre 09:30 Rispondi