Obbligazioni in Dollari australiani per il 2020

Assieme alla Corona norvegese di cui parlo sempre oggi in un articolo dedicato, anche il Dollaro australiano rappresenta un eccellente termometro della temperatura del mondo commodity.

AudUsd sta continuando dal mese di ottobre a sollecitare quella resistenza offerta dalla media mobile a 200 giorni che proprio la vigilia di Natale è stata violata in chiusura. Il grafico ci fa apprezzare come nel corso dei mesi siano stati veramente tanti i tentativi di sfondare verso l’alto da parte dell’Aussie ma questa volta sembrano essersi create quelle giuste condizioni che, a mio modo di vedere, sono prevalentemente tre.

La prima è quella di una debolezza imminente del Dollaro nel 2020. La politica monetaria della FED combinata ad un’inflazione che non scende potrebbero essere un mix fatale per il biglietto verde condannato a passare il testimone a zone del mondo con tassi di crescita che potrebbero farsi più importanti in termini relativi rispetto a quelli americani.

La seconda motivazione è legata ad una minore speculazione su politiche monetarie ancora più espansive in Australia. I tassi sono già ai minimi storici di 0.75% e con la Nuova Zelanda che ha detto stop ai ribassi anche l’Australia potrebbe prendere atto dell’inefficacia di nuove misure soprattutto se l’inflazione e la crescita cinese svolteranno.

La terza ragione è proprio legata alla Cina. La trade war potrebbe essere entrata nel congelatore almeno per un po' e questo avvantaggerebbe l’Australia partner privilegiato della Cina soprattutto nel commercio di commodity.

Ecco quindi che la reazione del Dollaro australiano potrebbe rappresentare una buona valvola di sfogo per mercati alla ricerca di temi nuovi dopo la sbornia delle performance a doppia cifra accumulate nel 2019 su bond ed equity. Per AudUsd un superamento in chiusura di dicembre di 0.69 imporrebbe nuovi obiettivi bullish verso 0.715/0.725, livelli dove troviamo i minimi di maggio e dicembre 2017 oltre al 38.2% di ritracciamento di Fibonacci.

Ma a noi europei che magari acquistiamo obbligazioni in valuta interessa anche il cambio EurAud. Ed allora anche qui stiamo assistendo ad un break importante dei supporti. Dal 2017 il cross è entrato in modalità bullish passando da 1.37 a 1.66 ad agosto. La vigilia di Natale la violazione della trend line oltre che della media mobile a 200 giorni con tanto di formalizzazione di un testa e spalla ribassista.  Ci sono le condizioni per un ritorno almeno in zona 1.55.

Diverse  sono le obbligazioni in Dollari australiani quotate su Mot ed EuroTlx. Si possono infatti acquistare titoli di stato australiani con rendimenti lordi che superano l’1% con scadenza superiore al 2025 (Australia 3.25% aprile 2025) oppure emissioni sovranazionali che rendono attorno al 1.2% con scadenza 2022 (Bei 5% agosto 2022). Per chi volesse invece allungare i tempi ricercando rendimenti lordi attorno al 1.5% c’è un’emissione Banca Mondiale ( 3% febbraio 2027 ) che riesce a centrare l’obiettivo.

Se questo 2020 sarà veramente l’anno delle commodity ci saranno ancora buoni motivi per ricercare performance a doppia cifra su un asset class un po' dimenticata.

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