BTP in dollari e yen: un affare per chi?

  • Il Tesoro ha intrapreso la strada di denominare il debito in valuta straniera e viste le prime indicazioni della recente emissione potrebbe proseguire.
  • La tentazione di attrarre capitali dall'estero è molto forte, soprattutto da quei paesi dove i rendimenti sono prossimi allo zero o addirittura negativi.
  • Le ripercussioni sugli investimenti potrebbero anche non essere molto piacevoli se si verificano determinate condizioni di mercato. 

 

Un'asta di grande successo

Dopo ben 9 anni, il Tesoro ha emesso mercoledì 9 ottobre BTP denominati in dollari per circa 7 miliardi dopo che la richiesta sul mercato primario era stata imponente superando un volume di 18 miliardi. Le scadenze dei bond sono a 5, 10  e 30 anni, i titoli emessi ovviamente sono sotto la pari, in multi tranche in formato SEC-Registered  Global. E visto il grande successo lo Stato Italiano sta pensando a breve di fare la medesima cosa con lo yen denominando le nuove emissioni di BTP nella valuta nipponica.

Cosa ci sta dietro questa emissione

Si direbbe che nel lungo periodo lo Stato sta scommettendo contro due delle valute rifugio e a favore dell'euro perché il capitale a scadenza verrà ovviamente rimborsato in moneta straniera e quindi troverebbe giovamento da un apprezzamento dei cross eur/usd e eur/jpy. In realtà nel contempo il Tesoro stipula onerosi contratti derivati come swaps e options per coprirsi dal rischio di cambio, onere che ovviamente andrà a gravare su quelle spese che lascio immaginare come verranno coperte. Ma perché lo fa lo Stato? Basta vedere il rendimento dei Treasury bond americani e dei bond nipponici alle scadenze equivalenti per trovare la risposta. Ci stanno almeno 200 basis point di differenza e quindi? Il richiamo dei capitali stranieri è molto forte, i quali potrebbero essere attratti dagli high yield che non trovano nei titoli di debito nei loro paesi.

Quali sono i possibili effetti

Questo oltre ad essere molto pericoloso se la cosa prende una piega larga perché ciò spingerebbe nel tempo ad internazionalizzare il debito, potrebbe rappresentare un'imboscata per gli investitori retail. Parliamoci chiaro... oggi il dollaro e lo yen sono forti rispetto all'euro, ma non dimentichiamo che questi sono investimenti a lungo termine e tra 5 o 10 anni come saranno le cose? Se, come sembra, la Fed continuerà a far scivolare i tassi a zero e la politica monetaria del Giappone seguiterà ad essere ultra accomodante chi garantisce che i rapporti tra le valute rimangano a questi livelli che per l'euro sono molto bassi? Non bisogna dimenticare che il Giappone non ha problemi a stampare moneta per sostenere l'enorme debito pubblico che ha creato e solo una crisi internazionale di grande portata potrebbe far rafforzare la sua valuta.

Come sempre bisogna valutare attentamente tutti i pro e i contro prima di tuffarsi a capofitto davanti a qualsiasi proposta apparentemente allettante. Il vecchio proverbio cinese è sempre più che mai attuale soprattutto in tema di investimenti: quando qualcuno indica la luna gli sciocchi guardano il dito...

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