Wells Fargo: la Fed potrebbe deludere i mercati

Tante aspettative e tanta frenesia circondano le prossime mosse della Federal Reserve in fatto di taglio dei tassi. Tanto che gli investitori potrebbero addirittura trovarsi delusi. Questi in sintesi, i timori degli analisti di Wells Fargo Securities.

Le attese del mercato

L’indebolimento di alcuni dei dati economici dovrebbe portare il Federal Open Market Committee a scegliere una strategia di accomodamento monetario già dalla prossima riunione prevista a fine luglio. Un’opzione che dalla maggior parte degli analisti viene data per certa, anche in virtù delle continue pressioni esercitate dalla Casa Bianca verso il taglio dei tassi di interesse.

Ma quello che il mercato azionario sta scontando su questo fronte, cioè le aspettative di un taglio dei tassi, potrebbero essere troppo alte. Secondo  Michael Schumacher, amministratore delegato di Wells Fargo alla fine la Fed non andrà oltre un taglio totale di 50 punti base contro attese da parte degli investitori che oscillano tra i 65 e i 70 punti base. Una view, quella di Wells Fargo, che arriva all’indomani dei commenti “molto accomodanti” nella due giorni di testimonianze rese dal governatore della Fed Jerome Powell alle commissioni finanziarie di Camera e Senato del Congresso statunitense.

Le previsioni Fed

In entrambe, il governatore ha citato la presenza di “correnti trasversali” macroeconomiche, e tra queste le tensioni commerciali e le preoccupazioni per la crescita globale, che stanno attualmente pesando oltre che sull’economia mondiale, anche su quella degli Stati Uniti. Per riuscire ad evitarne l’aggravamento, la banca centrale ha confermato la sua disponibilità a fare tutto quanto in suo potere. Posizioni che ricordano molto da vicino quanto già detto dalla Bce di Mario Draghi. Anche la Banca centrale europea, infatti, dopo la constatazione di un allungamento dei tempi della ripresa, ripresa che si presenta anche più difficile da stabilizzare per via di una serie di minacce specifiche per il Vecchio Continente come la Brexit, ha dato la più completa disponibilità ad adottare strategie di stimolo economico. 

Una prospettiva che viene rafforzata dal fatto che Christine Lagarde, attuale numero uno del Fondo Monetario Internazionale ma già designata alla guida della Bce, ha chiesto alla stessa Bce di favorire la ripresa attraverso l’attuazione di strategie per migliorare la crescita.  

E se non fa niente? 

Ad ogni modo, tornando a quanto suggerito Da Wells Fargo, c’è chi non vede un taglio in arrivo. Ad andare contro corrente è Anthony Grisanti, fondatore e presidente di GRZ Energy, secondo cui non ci sarà nessun taglio a fine mese. Il motivo? I dati economici, per quanto in fase calante, non sono ancora a livelli tali da giustificare una scelta del genere, scelta che porterebbe con sé comunque delle conseguenze anche a livello internazionale. Inoltre restano aperte le prospettive di un accordo commerciale USA-Cina, soprattutto dopo la tregua decisa durante il G20 di Osaka, in Giappone. Anche perché qualora un accordo in tal senso arrivasse, la Fed, dopo aver tagliato i tassi, rischierebbe un autogol. Non solo in economia ma anche nella propria credibilità internazionale, proprio a causa delle pressioni di Trump.

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