Una ventata di ottimismo accarezza le borse

Aperture sui dazi

In pochi se lo aspettavano dopo il clima tesissimo di questi giorni, probabilmente dovremo abituarci nei tempi a venire a questi cambi repentini di scenario che di certo non garantiscono la dovuta stabilità. La notizia che ha dato un pò di distensione all'ambiente è stata che la delegazione cinese si fermerà a Washington fino a venerdì come concordato inizialmente e non solamente un giorno come invece si era ipotizzato dopo lo scontro frontale di questi ultimi giorni. In queste ore quindi si parlerà dei dazi tra il 20% e il 25% su circa 250 mld di euro che partiranno dal 15 ottobre e di quelli del 15% su circa 160 mld di beni a partire dal 15 dicembre. In particolar modo questi ultimi riguardano beni di consumo come abbigliamento e telefonini, il rinvio è figlio di un'abile mossa di Trump in considerazione dello shopping natalizio e sempre in funzione elettorale. L'obiettivo dei cinesi è quello di eliminare questi dazi offrendo come contropartita un incremento nell'acquisto di beni agricoli americani. Il nodo cruciale del negoziato riguarda però le concessioni sulle proprietà intellettuali su cui la Cina ha imposto fermamente il veto.
L'ottimismo, però, è stato accompagnato dalla notizia che gli Usa concederanno dei permessi speciali a delle aziende cinesi fornitrici di servizi tecnologici di Hauweii.

La reazione dei mercati

Il miglioramento delle condizioni che riguardano almeno le basi dell'accordo hanno portato Wall Street in verde dopo una serie di sedute negative. Il Dow Jones è salito dello 0,7%, lo S&P 500 dello 0,9%, il Nasdaq dell'1% e il Russel 2000 dello 0,2%. In Giappone la chiusura viaggia poco sopra la parità così come i listini delle borse cinesi. Niente di trascendentale insomma, però un segnale seppur flebile di un ritrovato ottimismo che sembrava seriamente compromesso. E questo viene anche confermato da un crollo verticale del VIX che ha perso 8 punti chiudendo a 18,65.
Il dollaro si è rinforzato nei confronti dello yen ma ha perso parecchio terreno sullo yuan toccando il minimo da due settimane a 7,11. Probabilmente ci sarà nei prossimi giorni se non nei prossimi mesi un andamento laterale della valuta americana con fiammate anche violente su e giù senza però che gli operatori prendano una posizione decisa, almeno fino a quando non sarà sancito un accordo commerciale definitivo.
Il petrolio in altalena, dopo un iniziale rialzo che lo avevo spinto fino a oltre 53 dollari al barile sono arrivati i dati sull'aumento delle scorte settimanali di greggio, ragion per cui è ripiombato sui 52 dollari chiudendo la seduta intorno alla parità.

Doccia fredda dalla Fed

L'entusiasmo è stato un pò smorzato nel finale di seduta degli indici americani. condizionato dalla pubblicazione dei verbali del FOMC. Probabilmente gli operatori si aspettavano una solenne conferma di quanto dichiarato a Denver da Powell in merito al massiccio acquisto di nuovi Treasury Bond per favorire la liquidità nel mercato interbancario dei tassi a breve. Invece dai verbali è emersa una spaccatura abbastanza evidente tra i vari membri del comitato riguardo la politica monetaria che sarà effettuata dall'istituto di Washington e questo crea palesi incertezze da qui alla prossima riunione del 29 e 30 ottobre dove dovrebbero essere noti i dettagli del nuovo piano di acquisti.

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