Un nuovo pericolo nella guerra dei dazi? Elizabeth Warren

Se la strategia di Pechino è quella di aspettare a risolvere la crisi, magari in attesa di un nuovo presidente più morbido sulla questione, potrebbe rivelarsi una scelta sbagliata.

L'imprevisto

Il motivo? E' presto detto. Nel caso la senatrice democratica Elizabeth Warren, attualmente in corsa per le primarie democratiche e al primo posto nei sondaggi in alcuni stati, dovesse essere eletta, potrebbe assumere un atteggiamento anche più aspro verso la Cina. Infatti, mentre l’attuale presidente Usa Donald Trump si è limitato a sollevare con il gigante asiatico una serie di questioni meramente politiche e finanziarie, la Warren potrebbe invece puntare il dito anche sulle problematiche ambientali. Argomento verso cui la Cina dovrebbe rispondere su molte questioni. Da ricordare che, a differenza di quanto si possa credere, Cina e India sono le nazioni che emettono più sostanze inquinanti a livello mondiale. Non solo ma sono anche quelle che, in proporzione, hanno leggi meno severe in materia. 

Meglio un Trump oggi che una Warren domani 

In altre parole, nella disputa tra le due parti, oltre alla già complessa tutela della proprietà intellettuale da parte della Cina, si aggiungerebbero anche le richeste di natura climatica. Il che renderebbe praticamente impossibile per le parti riuscire a raggiungere un accordo.Per questo motivo per molti osservatori, sarebbe più conveniente per Pechino siglare un accordo con l’amministrazione Trump. Questo perché le cose potrebbero diventare più difficili se Elizabeth Warren dovesse arrivare alla Casa Bianca nel 2020 e chiedere a Pechino di prendere provvedimenti anche sulla questione inquinamento. E potrebbero non essere le sole richieste avanzate. Infatti, per il momento, non sono stati sollevati interrogativi nemmeno per rivedere la posizione della Cina sul rispetto dei diritti umani (pena di morte e gestione e trasparenza dei processi) ma anche delle condizioni dei lavoratori.

La ripresa dei colloqui

Attualmente sono poche le aspettative per i risultati che dovrebbero arrivare in seguito ai colloqui tra le parti. Colloqui che, oltre a prolungarsi ormai da mesi con pochissimi risultati concreti, dovrebbero riprendere in settimana. E con ogni probabilità continueranno ad essere caratterizzati da un generale scetticismo. Infatti, stando alle indiscrezioni trapelate, la controparte cinese sarebbe titubante nel concedere agli Usa la firma di un ampio accordo commerciale. Una considerazione di base è indubitabile: qualsiasi accordo, semmai ce ne sarà uno, cambierà la struttura dell’economia mondiale a lungo termine. 

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