Ufficiale la crisi di Governo, Piazza Affari regge il colpo

Le Borse europee frenano la salita dopo le ultime due sedute in positivo sulla scia delle promesse di politiche espansive adottate per evitare la recessione temuta da molti, soprattutto dalla Germania.
Dopo la maglia rosa di ieri, Piazza Affari registra la performance peggiore mentre i riflettori sono puntati sulla crisi di governo e sugli sviluppi futuri. Va comunque evidenziato che i titoli sono rimasti essenzialmente stabili durante i discorsi di Conte prima e Salvini poi. Non ha fatto lo stesso lo spread che è sceso dai 217 punti prima dell’avvio del dibattito ai 205 attuali.

In borsa perdono terreno la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banco Bpm e Ubi Banca. Colpite anche Telecom Italia e Leonardo mentre bene Juventus Fc che, secondo uno studio di BCG, è la società che ha ricompensato maggiormente gli azionisti nell’ultimo quinquennio.

Bene il settore europeo dei semiconduttori (in particolar modo Stmicroelectronics) sulla scia della proroga del bando statunitense nei confronti del colosso Huawei. Di ieri è la notizia per la quale gli USA hanno concesso ulteriori 90 giorni alla tech company cinese per acquistare prodotti realizzati da imprese statunitensi. La notizia è un sospiro di sollievo anche per St sul cui fatturato Huawei incide per il 3%.

In vista dell’assemblea del 4 settembre chiamata ad esprimersi sul riassetto del gruppo, Mediaset resta volatile dopo le indicazioni contrastanti dei proxy advisor. Il riassetto prevedrebbe la fusione della branca italiana con la spagnola Mediaset Espana nella nuova holding olandese MediaForEurope. A pesare il contrasto tra il favorevole Glass Lewis e Iss.

Le possibili azioni delle banche centrali tengono ancora le redini del fronte macroeconomico.
Alle attese per la Bce e per la Fed si sono aggiunte quelle per la Banca Popolare della Cina: Pechino ha infatti cambiato i parametri per la determinazione dei tassi per facilitare l’accesso al credito delle società locali.

Sull’obbligazionario lo spread è in rialzo a 213 tra BTp e Bund mentre sale il rendimento del BTp decennali (1,47% contro 1,43% di ieri).
L’euro si allontana da quota 1,11 ed è scambiato a 1,1077 mentre scivola a 116,93 yen.
Prezzo del greggio, infine, in negativo: il future di ottobre sul Wti scende a 55,20 dollari al barile, in flessione dell’1,7%.

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