Trump torna all’attacco della Fed

Il rimbalzo delle azioni, rimbalzo intravisto nelle ultime sedute, potrebbe non essere un definitivo segno di ripresa. Infatti le quotazioni rischiano di restare bloccate dalle incertezze che nascono non solo dai rapporti Usa-Cina ancora tesi ma anche e soprattutto, dalle conseguenze di una guerra commerciale che è a sua volta caratterizzata da un andamento altalenante.

Trump vs Powell

Intanto il presidente Usa Donald Trump è tornato alla carica. Ha deciso di attaccare nuovamente l’operato della Fed, e nella fattispecia del suo governatore Jerome Powell, reo di essere troppo prudente nella sua politica monetaria. Le richieste di Trump sono di un taglio drastico del costo del denaro, taglio che, secondo la sua opinione, dovrebbe arrivare a 100 punti base. Magari anche con un “po' di quantitative easing al tempo stesso”. Nel mirino del tycoon, un dollaro troppo forte che rischia di danneggiare non solo l’economia Usa ma anche il resto del mondo. Intanto la Banca centrale cinese ha deciso di tagliare i tassi.

Le nuove mosse della PBoC

Numeri alla mano, si parla di un 4,25% come nuovo tasso di riferimento dei prestiti bancari invece del precedente livello fissato al 4,31%. La decisione rientra in un più ampio piano di facilitazioni per l’accesso al capitale da parte delle Pmi. Parallelamente la PBoC ha deciso di svalutare nuovamente lo yuan verso il dollaro (7,0454 contro i precedenti 7,0365). Sempre in ambito valutario, ieri si era visto un rafforzamento dell’euro in seguito alle notizie di misure straordinarie da parte della Germania per sostenere l’economia. Infatti dalla Banca centrale tedesca, la Bundesbank era stato pubblicato un allarme: possibile recessione nel terzo trimestre in Germania. Sul banco degli imputati il prodotto interno lordo di Berlino che nel secondo trimestre ha registrato una contrazione dello 0,1% su base trimestrale.

Allarme della Bundesbank

Contrazione che, visti i legami con l’export in Cina e la stagnazione nel settore auto, potrebbe ripetersi anche nel terzo trimestre. Questo perché, sebbene si tratti di un calo dovuto ad elementi contingenti e straordinari, gli stessi potrebbero persistere anche nei prossimi mesi. Da qui la possibilità di stimoli monetari per circa 50 miliardi di euro, come sottolineato dal ministro delle Finanze, Olaf Scholz. A preoccupare è il calo degli ordini, calo definito “significativo” mentre le imprese manifatturiere vedono un orientamento pessimista sul prossimo futuro.

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Rossano Montori

Rossano Montori - 20 agosto 11:51 Rispondi