Trump minaccia di declassare Powell

Il presidente Trump non ha mai apprezzato la politica monetaria promossa dalla banca centrale statunitense ma in pochi avrebbero creduto che l’inquilino della Casa Bianca si spingesse così in là nelle sue critiche da arrivare a minacciare il declassamento del governatore Powell. Ebbene, lo ha fatto.

Le minacce di Trump

Donald Trump ha da sempre chiesto a gran voce una serie di tagli dei tassi proprio quando il board della Federal Reserve aveva iniziato la sua politica di normalizzazione. In pratica il governatore Jerome Powell, forte anche di dati macro molto incoraggianti, aveva deciso di portare avanti la politica iniziata dal suo predecessore, Janet Yellen, prima donna a capo della Fed. Una decisione che Trump aveva chiaramente criticato fino a definire Powell il vero problema dell’economia Usa. Oggi, a poche ore dalla conferenza stampa della riunione Fed di giugno, alcune indiscrezioni pubblicate da Bloomberg vorrebbero il presidente Trump pronto a declassare Jerome Powell. In pratica si tratterebbe di cancellare la carica di presidente della Fed facendolo restare solo governatore della banca centrale. Una mossa che peggiorerebbe senza dubbio il clima già teso fra le parti. Sebbene l’indiscrezione non sia stata ufficialmente confermata, Trump, ad una domanda specifica sul possibile downgrade del governatore, si è limitato a rispondere “Vediamo cosa farà”.

Un problema non nuovo

In realtà il problema era già stato intravisto a febbraio dopo l'ennesima critica di Trump a Powell e la minaccia di possibili provvedimenti. La linea adottata dal presidente non è nuova: Trump ha sostenuto che i sette aumenti dei tassi di interesse della Fed nel 2017 e nel 2018 hanno frenato la crescita economica degli Stati Uniti. Un clima che rischia di diventare incandescente in vista del meeting del G20 in Giappone in cui, si spera, l’incontro tra il presidente Xi Jinping e Donald Trump dovrebbe portare sostanziali miglioramento sul fronte della guerra dei dazi. Il problema è che il repentino cambio di strategia della Fed stessa nel giro di sei mesi sta facendo sospettare una sorta di sudditanza verso i diktat del presidente. A dicembre si parlava di alzare i tassi due se non tre volte nel corso del 2019, oggi si guarda ad un taglio entro luglio.

Le attese sulla Fed

Quindi, le parole di Powell, proprio in seguito alle ultime dichiarazioni di Trump, avranno oggi un peso molto più forte del previsto dal momento che la banca centrale statunitense potrebbe rischiare addirittura la sua credibilità. 

Le previsioni sulle prossime decisioni della Fed non vedono un taglio dei tassi a giugno ma gli analisti sono propensi che, per lo meno, Powell nella conferenza stampa che seguirà la riunione, confermi alcune revisioni al ribasso per luglio.

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