Tassi bassi il vero problema dell'economia mondiale

L’economia mondiale dipende ormai in maniera incessante dal denaro a basso costo. Denaro a basso costo che, nato come soluzione, alla fine è diventato il problema.

L'analisi

Ne è convinto Yuwa Hedrick-Wong, Professor of International Business at the University of British Columbia, Canada, and Global Economic Advisor of MasterCard Worldwide. Prova ne sia il fatto che, nel momento stesso in cui le banche centrali decidono per il rialzo, sui mercati tende a scatenarsi il panico. Inoltre, come è noto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta chiedendo da tempo alla Fed un’azione drastica di taglio dei tassi di interessi per riuscire a competere con le altre nazioni.

Secondo la sua visione, infatti, il dollaro sarebbe troppo costoso e poco competitivo rispetto alle altre realtà internazionali. Un gap che l’inquilino della Casa Bianca vorrebbe risolvere a tutti i costi, compreso quello di adottare tassi negativi.

Il problema

Ma a lungo andare, fa notare Yuwa, i tassi di interesse pari a zero o addirittura negativi, arrecheranno “danni enormi” all’economia mondiale. Da un lato cancellano i profitti delle banche restringendo il margine di guadagno degli istituti, dall’altro, però, resta la realtà di un panorama con tante, troppe incertezze sul lungo periodo. Infatti il rallentamento globale che recentemente ha coinvolto anche la Germania, rischia di impattare negativamente anche sulla Cina. Non solo, ma la Brexit, ormai ai suoi ultimi giorni prima della data fatidica del 31 ottobre, continua a non offrire alcuna certezza di un accordo. E lo stesso dicasi per la guerra commerciale con la Cina che, tra l’altro, potrebbe presto ampliarsi anche all’Europa.

Risultato: ad ottobre la Federal Reserve, sembra quasi certo, potrebbe abbassare il costo del denaro per la terza volta da luglio. Anzi, da Moody’s ci si spinge addirittura a pensare che questa volta la sforbiciata possa essere anche più forte del previsto.

0 - Commenti