Taglio dei tassi Fed? Occhio a queste valute

Le notizie, o per meglio dire le ipotesi, di tagli dei tassi da parte delle più importanti banche centrali, in primis la Fed stanno tenendo banco da giorni.

Le strategie della Fed

Molte le conseguenze di una strategia che potrebbe, tra le altre cose, favorire alcune divise dei mercati emergenti a discapito del dollaro il quale andrebbe ad indebolirsi. Un biglietto verde debole, a sua volta, potrebbe essere provvidenziale per tutte quelle nazoni (spesso appartenenti al variegato universo dei mercati emergenti) che hanno contratto debiti in dollari e che si troverebbero perciò a pagare interessi meno pesanti. Da UBS Global Wealth Management, ad esempio, hanno sottolineato che in questo caso l'appetibilità delle valute, soprattutto emergenti, appare aumentata con i possibili tagli della banca centrale Usa.

Il ritorno del carry trade

I primi indizi di un ritorno in auge delle operazioni di carry trade, inoltre, si sono avuti con l’allentamento confermato dalla banca centrale neozelandese e da quella australiana. Da ricordare che il carry trade non è altro che contrarre prestiti in paesi con tassi di interesse più bassi e poi cambiarlo con la valuta di paesi con un rendimento maggiore in modo da riuscire a ripagare il debito e guadagnare sulla differenza. Anche da ANZ (Australia and New Zealand Banking Group Limited) confermano questo ottimismo e guardano con un certo favore verso l’Asia, in particolare alla rupia indiana e a quella indonesiana. I tassi di interesse di riferimento in India e Indonesia sono rispettivamente del 5,75% e 6%, mentre attualmente il livello della Fed si trova nel range 2,25-2,5%.

I dubbi dei mercati

I mercati, però, temono che i tempi non siano così brevi e che un’eventuale revisione del costo del denaro non sia imminente. La pensa così anche l'ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Anthony Scaramucci, il quale ha giudicato “improbabile” il taglio dei tassi entro questo mese. Attualmente, stando alla sua view, l’economia statunitense è ancora in una fase di buona salute, perciò l’adozione di forme di stimolo monetario non avrebbe giustificazione. Ad ogni modo qualche indizio sulle future scelte da parte del governatore della banca centrale Usa, Jerome Powell, si potrà avere dopo le audizioni di domani e giovedì alla Camera e al Senato.

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