Ray Dalio: siamo come negli anni 30

Secondo quanto dichiarato da Ray Dalio fondatore di Bridgewater Associates, uno dei maggiori hedge fund del mondo, l’economia mondiale si sta comportando come negli anni 30. E quel che è peggio è che il trend non potrà essere invertito. Neppure dalle banche centrali.

Una nuova Depressione?

In particolare per Delio l’ambiente finanziario odierno ricorda quello della Grande Depressione; attualmente ci troviamo in una sorta di “grande flessione” cioè alla fine di un naturale ciclo di crescita. Si tratta di un passaggio in cui le istituzioni finanziarie internazionali, Bce, Federal Reserve e affini, non hanno grande potere per cambiare le cose. In altre parole: le politiche di allentamento monetario non potranno più fare la differenza come avvenuto in passato. L’Europa è al limite, con misure di stimolo da parte della Bce che, seppure dichiarate e a tempo illimitato, non sembrano aver dato grandi speranze ai mercati. Il Giappone non è da meno, con piani di stimolo monetario iniziati ben prima di quelli della Federal Reserve, tanto che oggi la BoJ è ampiamente entrata nel settore dei rendimenti negativi. In tutto questo gli Stati Uniti non possono offrire più di tanto.

Un pericoloso gap sociale 

Nel loro caso l’economia risulta ancora in buona salute, ma si moltiplicano i dati macro che evidenziano un progressivo rallentamento.  Una situazione esplosiva anche dal punto di vista sociale visto che il gap tra ricchi e poveri non solo si è allargato ma è ai suoi massimi e difficilmente potrà essere ricucito. Una disparità che è aumentata in maniera esponenziale proprio durante quest’ultima crisi. I numeri lo confermano. Dal 2008 al 2018 e cioè durante i 10 anni seguiti al crac di Lehman Brothers, la ricchezza si è concentrata nelle mani di soli 26 individui in tutto il mondo. Individui nelle cui mani si trova la stessa ricchezza di 3,8 miliardi di persone, ovvero la metà più povera della popolazione mondiale. Nel 2017 i super ricchi erano 46 e nel 2016, 61 miliardari. 

Altro parallelismo con gli anni 30

Altro prarallelismo tra quanto avvenuto negli anni 30 e oggi è la guerra dei dazi con Pechino. Anche immediatamente dopo la Grande Depressione (e durante i decenni successivi) ci fu una potenza economica che sfidò l’egemonia statunitense nel commercio internazionale. Allora era la Russia, oggi è la Cina. Una sfida che, allora come oggi, si svolge non su un piano dichiaratamente bellico, ma su quello della valuta, del commercio, della geopolitica e, non ultima, della tecnologia.

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