Quale sarà la vendetta della Cina?

Finora è stato sempre e solo Trump ad aver sbandierato la sua strategia contro la Cina. Il Dragone, per il momento, ha taciuto. E il fatto che il presidente Usa Donald Trump dopo essersi ripetutamente lamentato della lentezza delle trattative, dichiari, adesso, che non c’è fretta, potrebbe essere l’ennesima strategia della Casa Bianca.

La strategia Usa

Una strategia che, da quanto visto, potrebbe aver complicato le cose. Anche per i mercati. Infatti, quella che si è chiusa è stata la peggior settimana dall’inizio dell’anno, settimana che è sfociata nell’effettivo aumento dei dazi commerciali. A conti fatti si parla di un +25% su $ 200 miliardi di merci cinesi. Da qui la già annunciata contromossa di Pechino. Ma quale potrebbe essere? Infatti la Cina non ha specificato la sua prossima strategia. Il motivo? Potrebbe non essere una sola mossa. In realtà Pechino potrebbe servirsi di una serie di opzioni per vendicarsi delle ultime tariffe doganali.

La vendetta della Cina

Il gigante asiatico, infatti, non potendo rivalersi su uno stesso quantitativo di importazioni da parte di Washington (altrimenti la guerra dei dazi non sarebbe proprio nata) potrebbe muoversi su altri fronti. Non è infatti da escludere che si possa rivalere su chi, in Cina, già lavora. In pratica? Semplice: aumentando la pressione fiscale, rendendo i controlli più rigidi e rendendo più ardua la già difficile strada della burocrazia. Non per niente, a conti fatti, la strategia cinese potrebbe essere anche più sottile e potenzialmente efficace di quella, plateale, della Casa Bianca. C’è poi il possibile deprezzamento della valuta.

Il settore valutario

Un calo più o meno studiato, dello yuan darebbe alle esportazioni cinesi un vantaggio commerciale e potrebbe compensare in parte l’impatto delle tariffe statunitensi. E in questo caso la Cina sarebbe un passo avanti. Anzi, potenzialmente, la People’s Bank of China potrebbe giustificare una decisione del genere, o per lo meno favorirla, proprio a causa di un andamento economico più difficile del previsto perché zavorrato dalle conseguenze della guerra dei dazi voluta da Trump. In questo caso, però, potrebbe essere un’arma a doppio taglio e, quindi, da usare con estrema cautela. Il tutto senza dimenticare la più volte citata arma dei bond statunitensi.

L'asso dei Bond

Infatti la Cina è la nazione che, al mondo, ha in mano la fetta più grande dei US Treasurys. E in questo caso, come ricordano da JP Morgan, il danno sarebbe molto efficace e, praticamente, senza effetti collaterali. Resta il fatto, però, che i mercati stanno iniziando ad accumulare le delusioni sul fronte delle aspettative. Oltre alla firma, mai arrivata, sull’accordo per i dazi tra Usa e CIna, infatti, gli operatori, forse con un azzardo, speravano nel ritorno del taglio dei tassi. Anch’esso mai arrivato.

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