Previsioni Fed: altri 5 tagli prima di aprile?

A luglio il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell aveva annunciato un taglio dei tassi di 25 punti base, taglio da lui stesso definito un “aggiustamento di metà ciclo”. Parole che avevano gettato nello sconforto gli operatori, i quali speravano in un ritorno di stimoli in stile Quantitative Easing.

La view di Danske Bank

La speranza nasceva anche dal fatto che, proprio in corrispondenza della riunione di luglio, le tensioni Usa-Cina erano (e sono anche adesso) ben lontane dall’essere risolte. Ma forse non tutto è perduto. Almeno dal punto di vista delle colombe. Infatti secondo le previsioni, la Fed potrebbe decidere per nuovi tagli entro aprile. 5 per la precisione secondo quanto dichiarato da Mikael Olai Milhoj di Danske Bank. In particolare, si tratterà di 5 tagli da 25 punti base ciascuno con lo scopo di portare il range finale a 0,75-1,00%. In effetti la strategia si dovrebbe basare su decisioni prese di volta in volta anche in virtù dei dati macro. Insomma: una serie di “aggiustamenti di metà ciclo” più che vere e proprie prese di posizione per contrastare una recessione che, di fatto, negli Usa non c’è ancora, nonostante la recente inversione della curva dei rendimenti.

Trump accontentato? 

Anche perché, stando alle proiezioni di Danske Bank, l’economia Usa ha raggiunto il picco e probabilmente rallenterà, ma non si parla ancora di recessione. Se così fosse, però, verrebbe confermata, alla fine, la volontà del presidente Usa Donald Trump di calmare il peso del dollaro. Recentemente, infatti, l’inquilino della Casa Bianca aveva criticato aspramente la prudenza di Powell. Non solo, ma il tycoon, già da tempo si era spinto oltre, arrivando a definire la Fed e la sua “inazione” come il vero problema dell’economia Usa. Da parte sua, invece, Powell ha preferito optare per un andamento più cauto sulla politica monetaria dal momento che, come confermato anche dall'ex governatore Fed Janet Yellen, le basi e i fondamentali di Washington restano comunque ancora forti.

La cautela di Powell

Sullo sfondo, però, non sono sparite le problematiche più evidenti: un generale aumento dell’incertezza sul fronte commerciale, un rallentamento della crescita globale sempre più ampio e un’inflazione ancora al di sotto del 2% nonostante le numerose iniziative per farla crescere. Le cose, inoltre, non sembrano andare bene nemmeno al di fuori degli Stati Uniti. Il Pil tedesco è a rischio recessione, mentre la produzione industriale cinese è ai minimi da decenni. Di sicuro c’è però che, a prescindere dalle proiezioni dell’istituto danese, restano le attese, da parte del mercato, di  un altro taglio di 25 punti base per settembre e di un terzo intervento prima della fine dell’anno.

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