Oro: previsioni a 2mila dollari nel 2020

Con la continua diffusione dei tassi ai minimi, quando non apertamente negativi, l’oro sta iniziando ad apparire a molti come una buona valuta alternativa.

I punti a favore dell’oro

Il motivo? Non uno solo, ma diversi. Prima di tutto è sicuro, non per niente è il bene rifugio per eccellenza. Inoltre, teoricamente, non costa nulla possederlo. Ovviamente il paragone dev’essere fatto in rapporto a titoli a tasso negativo. Ne è convinto David Roche di Independent Strategy il quale, partendo da questi presupposti, guarda con fiducia al prossimo futuro dell’oro, in particolare al 2020 ovvero quando, secondo le sue previsioni, le quotazioni potrebbero salire anche del 30%.

Le previsioni

Tutto questo potrebbe portare il valore di un’oncia di metallo giallo intorno ai $ 2.000 contro gli attuali $ 1.500 l’oncia che potrebbero diventare $1600 già alla fine di questo 2019. Come conferma delle sue previsioni, Roche ricorda anche le politiche di stimolo delle banche centrali che puntano ad alleggerire il peso delle valute. Un alleggerimento che, in virtù dei vari Quantitative Easing, risulta essere una specie di “svilimento” della moneta. A sua volta destinato a perdurare nel tempo. Basti pensare alla sola Bce che ha già fatto sapere come alcune delle sue strategie di stimolo monetario non hanno una fine preventivata.

La Federal Reserve

Non solo, ma non si deve nemmeno dimenticare la Federal Reserve. La banca centrale americana, infatti, ha deciso a luglio un primo taglio dei tassi da 0,25%. Un taglio che a suo tempo il governatore Jerome Powell definì un aggiustamento di metà ciclo. Definizione che scontentò i mercati ma che, con il senno di poi, non si è rivelata isolata. Infatti a settembre la Fed ha deciso di replicare. A conti fatti, un altro taglio dello 0,25% sul dollaro che ha portato a 1,75%-2% il range di riferimento dei tassi. Si tratta di una strategia che, con ogni probabilità, potrebbe ancora continuare nel tempo. Non solo per le continue pressioni da parte della Casa Bianca che chiede un taglio drastico e un forte stimolo monetario.

Dati macro Usa

Sul tavolo anche i dati macro non esaltanti, gli ultimi dei quali resi noti proprio ieri. Stando a quanto reso noto dal Dipartimento del lavoro statunitense, i sussidi settimanali di disoccupazione sono aumentati di 5mila unità (totale 219mila unità) invece delle 215mila previste dagli esperti. Negativo anche l’indice ISM relativo ai servizi di settembre: 52,6 punti invece dei 56,4 punti di agosto e dei 55,8 punti sperati dal consensus.

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