Netflix dovrà cedere alla pubblicità?

Da quando ha lanciato la sua piattaforma nel 2007, l’azienda ha scelto di eliminare la pubblicità fondando i suoi introiti esclusivamente sugli abbonamenti. Ma presto potrebbe essere costretta a cambiare idea.

I conti che devono tornare

Secondo i responsabili annunci di YouTube e JPMorgan Chase Netflix sarà costretta a dover cedere alla pressione e pubblicare annunci. Il motivo è molto semplice: avrà bisogno di ulteriore crescita. Soprattutto dopo la pubblicazione delle ultime trimestrali. Nonostante le entrate abbiano superato le stime, a spaventare è stata la guidance per il prossimo trimestre, una serie di previsioni che gli esperti hanno definito “prudente”. Numeri alla mano si parla di utili per azione pari a 55 centesimi (la view degli esperti era di 0,99 centesimi) mentre l’incremento di nuovi utenti non andrà oltre i 5 milioni invece dei 6,09 attesi.

Gli impatti della pubblicità

In realtà i vertici della società TV on streaming hanno specificato che non sono intenzionati ad inserire annunci. Ma gli esperti del settore non credono che questa politica potrà essere perseguita ancora a lungo. Da qui il dibattito: quali impatti  potrebbe avere una decisione del genere? In altre parole, un successo come la messa in onda di Game of Thrones avrebbe la stessa forza con l’inserimento delle pubblicità? Una domanda importante se si considerano due fattori fondamentali. Il primo è il costo delle produzioni di maggior successo e, quindi, anche la strategia della società. Netflix ha infatti puntato sulle produzioni in esclusiva di contenuti (spesso spettacolari e costosi) che nascono da sinergie differenti e da differenti collaborazioni. Un investimento che solo la vena degli abbonamenti potrebbe non essere in grado di reggere.

La concorrenza

Il secondo fattore fondamentale è che altri servizi di streaming offrono opzioni personalizzabili. Hulu, ad esempio, offre due abbonamenti: con e senza pubblicità con la prima tipologia meno costosa, ma solo perché, all’interno sono presenti annunci. Il tutto senza dimenticare l’entrata in scena di altri due player di primo piano, Apple e Disney. Si tratta di nuovi concorrenti che secondo quanto dichiarato da Netflix “non influenzeranno materialmente la crescita” vista la “diversa natura delle offerte di contenuti”.

Eppure Netflix ha una capitalizzazione di mercato di $ 162,6 miliardi, rispetto ai $ 250,4 miliardi di Disney. Non solo, ma la Disney, oltre al suo archivio storico e il merchandising, può contare anche su una serie di parchi giochi a tema, tutti elementi di diversificazione delle entrate.Che Netflix non ha. 

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1 - Commento

Pietro Aulisio - 30 aprile 10:07 Rispondi

Da qualche tempo ho sottoscritto l'abbonamento ad Amanzon Video. La qualità dei contenuti di Netflix è nettamente superiore!