Morgan Stanley: peggiorato il sentiment sui mercati

Secondo Morgan Stanley ci sarebbe un netto peggioramento del sentiment sui mercati. Ad indicarlo è il calo di 13 punti del Morgan Stanley Business Conditions Index che dai 45 punti di maggio è sceso ai 32 di giugno.

Morgan Stanley Business Conditions Index

Si tratta, stando a quanto reso noto dalla banca di investimento, del peggior calo dai tempi della recessione, per la precisione dal dicembre 2008. Non solo ma è anche il peggior calo di sempre in un mese.

Il numero indica l’arrivo di un forte deterioramento del sentiment piuttosto ampio e per giunta verificatosi in tutti i settori. Come se ciò non bastasse, da Morgan Stanley fanno notare che in questo mese di giugno ogni sottoindice del Business Conditions Composite ha registrato un calo.

A destare le maggiori preoccupazioni non è tanto la guerra commerciale in sé, quanto un’economia nazionale ed internazionale, che mostra forti segni di rallentamento. Un rallentamento che si sta abbattendo inesorabilmente anche sull’economia statunitense.

Le paure degli analisti

L’ultimo esempio in ordine di tempo arriva dal report del lavoro, settore che negli ultimi anni ha dato grandi soddisfazioni con un andamento della disoccupazioni ai minimi dal dopoguerra ad oggi. Invece l’ultima rilevazione del Dipartimento del lavoro pubblicata venerdì scorso, non è andata oltre i 75.000 nuovi posti di lavoro a maggio. Parallelamente si è visto un aumento di richieste di sussidi di disoccupazione. Da qui l’aumento delle paure di un effettivo ritorno della recessione. Il paradosso è stato un aumento del mercato azionario perché gli operatori hanno iniziato a guardare alla Fed e alle prossime mosse di politica monetaria come al futuro salvagente. 

Le previsioni sulla Fed

Secondo la comunità degli analisi, infatti, la banca centrale americana sarebbe fortemente orientata verso un taglio dei tassi entro breve tempo. Le conferme arriverebbero da più parti, non ultime le dichiarazioni dello stesso governatore della Fed Jerome Powell che in più occasioni ha rimarcato la "pazienza" nell'alzare i tassi e un approccio sempre dovish verso ogni decisione in tal senso. 

Intanto all’orizzonte si addensano nuove nubi dopo l’incidente a due petroliere registrato nello Stretto di Hormuz. Secondo il presidente Usa Donald Trump, ci sarebbero prove contro l'Iran a suo dire colpevole di aver sbloccato una mina rimasta inesplosa proprio durante il passaggio di una delle navi coinvolte. E’ bastato questo per far riprendere quota al greggio, precedentemente in calo del 4%.

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