Morgan Stanley: il pericolo di escalation dazi resta alto

Nonostante l’accordo parziale tra Cina e Stati Uniti raggiunto alla fine della scorsa settimana, Morgan Stanley avverte che l’escalation tariffaria rimane un “rischio significativo”.

Lo scetticismo degli analisti

Quella firmata, infatti, sarebbe solo un’intesa momentanea e su alcune delle diatribe in atto. Nemmeno le più importanti. Senza un patto duraturo che ponga fine alle controversie secondo Morgan Stanley non è da escludere il ritorno ai dazi, in caso di colpi di scena o conseguenze, nè tanto meno conseguenze negativa da un cambio di rotta anche repentino al tavolo dei colloqui. In altre parole: si tratta di un percorso che resta incerto.

Non solo, ma che potrebbe essere revocato in ogni momento. Infatti secondo quanto reso noto, gli Stati Uniti, oltre alla vendita a Pechino di prodotti agricoli per 40-50 miliardi di dollari, hanno concordato solo la sospensione dell’aumento dei dazi dal 25% al 30% sull’equivalente di $ 250 miliardi di merci cinesi. Gli aumenti previsti per Natale e quelli scattati a settembre restano tuttora in vigore.  Quindi l’escalation delle tariffe rimane un rischio significativo.

La view di JP Morgan

Più serena, ma solo apparentemente, la posizione di Evercore secondo cui ci sarà solo un ritardo nelle applicazioni dei dazi per il 2020 e non un vero e proprio stop. Inoltre l’accordo stretto adesso, non fornisce alcuna indicazione alle multinazionali Usa su come poter investire nelle prossime settimane. Chi invece appare più ottimista è JP Morgan. Per la banca Usa questa prima fase dell’accordo è uno sviluppo positivo dopo mesi di escalation commerciale. Tuttavia non si tratta di un risultato che ha sorpreso il mercato. Infatti tra gli operatori già si intuiva l’annuncio a breve di una firma su diverse questioni marginali. Le tensioni tra le due nazioni restano su molti fronti.

Tensioni che potrebbero addirittura aumentare nuovamente, specialmente durante le elezioni presidenziali del prossimo anno. Il massimo che si potrà ottenere da questa intesa sarà una limitazione di eventuali ribassi del mercato previsti per i prossimi trimestri ma la tendenza al rallentamento economico, secondo JP Morgan, rimane fondamentalmente intatta. Per questo motivo su Pechino, Jp Morgan non vede oltre un 6,2% di Pil nel 2019 e un 5,9% nel 2020.

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