Morgan Stanley: con la Fed tagli vicini a zero

Nonostante le parole del governatore della Federal Reserve Jerome Powell, parole che hanno volutamente descritto l’ultimo  taglio dei tassi annunciato l’11 luglio come un aggiustamento di metà ciclo, il mercato sta aspettando nuovi provvedimenti al ribasso. Ad esempio da UBS parlano di altri tre tagli mentre Morgan Stanley indica un possibile ritorno a tassi vicini a zero. In quest’ultimo caso sarebbe la conferma di un trend che ha prevalso dallo scoppio della crisi Lehman Brothers fino ad oggi.

Il quadro della situazione

Tutto parte dal fatto che, indipendentemente da quanto fatto intendere da Powell, i timori di recessione in arrivo, soprattutto negli Stati Uniti, stanno aumentando, in particolare a causa delle crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. L’ultimo allarme in ordine di tempo è quello lanciato da Goldman Sachs che ha tagliato le stime di crescita di Washington per il quarto trimestre. Ma questa, come detto, è solo l’ultima di una lunga serie di previsioni negative. Parallelamente gli indicatori economici si stanno indebolendo e Wall Street sta già iniziando a prospettare, anche nelle quotazioni, possibili nuovi tagli dei tassi di interesse.

Le previsioni

Già si parla, infatti, di riduzioni per tre quarti di punto prima della fine dell’anno. Tagli che, a loro volta, rientrerebbero all’interno di una più ampia strategia fatta di altre misure di stimolo che potrebbero entrare in scena con il 2020. Ma a prescindere da tutto ciò, da UBS non hanno dubbi: nonostante la scarsa propensione della Fed ad operare ulteriormente, l’aumento delle tensioni commerciali e il conseguente rallentamento dell’economia anche a livello mondiale, costringerà i vertici della banca centrale Usa a prendere ulteriori provvedimenti e, in ultima analisi, tagliare il costo del denaro già a settembre.

La view di UBS e Morgan Stanley

Non da escludere, sempre secondo UBS, un ulteriore taglio a dicembre e magari un’ultima riduzione a marzo 2020. Risultato: tassi di interesse chiusi in un range tra l′1% e l′1,25%. Ben più drastica la posizione di Morgan Stanley che parla di tagli non solo a settembre ma anche ad ottobre fino ad arrivare a ben altri quattro ulteriori decisioni in tal senso nel 2020. Tutto questo porterebbe il range del costo del denaro vicino allo 0, tesi che si sposa anche con il quadro previsto da BofA, in caso di un’escalation della guerra commerciale.

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