Morgan Stanley: chi vincerà la slowbalization?

Nonostante il presidente statunitense Donald Trump abbia annunciato il raggiungimento di un accordo con il Messico, accordo che scongiura di fatto l’arrivo di una nuova guerra tariffaria, il trend di fondo resta comunque improntato da una sorta di “anti-globalizzazione”.

Rallenta la globalizzazione

Con le ultime schermaglie tra Usa e Messico si temeva il possibile allargamento della guerra dei dazi anche al vicino di Washington. Ma l’annuncio di un’intesa ha calmato gli animi. La tensione, però, resta alta ancora con la Cina. Non solo, ma il trend che si sta delineando in tutto il mondo sembra essere ormai un aumento dello spirito nazionalistico. Ovunque. Una sorta di de-globalizzazione che, però, potrebbe essere utile per qualcuno.

I titoli vincitori secondo Morgan Stanley

Con il rallentamento della globalizzazione, nomi come Visa, Mastercard e PayPal stanno emergendo come veri e propri vincitori secondo Morgan Stanley. A loro vantaggio l’aumento dell’uso di pagamenti elettronici. Ma non saranno i soli. Sul lungo periodo ad essere premiati saranno anche i titoli cinesi della Rete (Alibaba) oppure i corrispettivi statunitensi ma di media capitalizzazione (Yelp). Una conferma potrebbe arrivare dai numeri. Nell’ultimo mese PayPal ha visto un +4%a Wall Street, +6% invece per Visa 6%, mentre Mastercard è aumentata dell′8,5%. Tutto questo è avvenuto parallelamente ad un S&P 500, che è in calo dello 0,4% circa nello stesso arco di tempo.

Morgan Stanley e la “slowbalization”

Guardando alle recenti elezioni non solo europee ma anche a livello mondiale, la tendenza vede un ritorno dei nazionalismi più o meno marcati. L’esempio del Brasile con Bolsonaro è solo il più eclatante. Guardando vicino a noi, in Europa, è innegabile che, sebbene l’ondata antieuropeista non si sia abbattuta come temuto, è altrettanto innegabile che, però, i movimenti euroscettici siano cresciuti. Il risultato è stato quello di consegnare a Bruxelles un europarlamento che potrebbe trovare una maggioranza assoluta sono con alleanze potenzialmente scricchiolanti.

Guardando a casa nostra, inoltre, è facile guardare alla Lega e al successo di Matteo Salvini come ad una conferma di quanto detto finora. Cosa c’entra tutto questo con la globalizzazione e il suo rallentamento? Molto semplice. I pagamenti online rappresentano una parte integrante di un più ampio quadro riguardante la sicurezza nazionale, il che potrebbe presto essere un punto di interesse per le autorità.

Slowbalization: i settori a rischio

Infatti, come confermato anche dagli esperti di Morgan Stanley “la maggior parte dei paesi considera il sistema dei pagamenti come un’estensione logica del sistema bancario, a sua volta parte integrante della sovranità nazionale”. In questo processo che Morgan Stanley definisce “slowbalization” ci sono anche alcuni settori più a rischio come telecom, automotive, semiconduttori, e, più in generale, tecnologia dell’informazione e grandi titoli tecnologici statunitensi. In questo caso la ritorsione della CIna sulle cosiddette Terre Rare potrebbe essere determinante.

1 - Commento

Tiziano Piccioni - 10 giugno 16:26 Rispondi

Articolo interessante, il focus sul problema "controllo" coi sistemi di pagamento elettronici

fa il paio con l'annoso e irrisolto problema della tassazione delle big company di internet.

Come per la tassazione, data l'ingerenza dei "poteri forti" alla comunita' europea non credo

si concretizzera' a breve qualcosa in merito, se non come "azioni di disturbo" a livello di singolo stato.  Quindi i titoli Visa e Co. a mio parere continueranno la loro corsa !