Minute Fed: ecco cosa hanno rivelato

Nessuna mossa sui tassi anche se l’economia migliorerà. Questa la volontà dei componenti del FOMC, il braccio operativo della Fed, riguardo alle politiche monetarie future.

L'orientamento della Fed

I verbali dell’ultima riunione Fed del 1 maggio hanno confermato l’orientamento dei vertici della banca centrale Usa verso un approccio paziente “per qualche tempo”. Le loro previsioni parlano infatti di “un’espansione sostenuta dell’attività economica”, di una view positiva anche sul fronte del mercato del lavoro e di un'inflazione prevista intorno al target fissato del 2%. Per quanto riguarda le precedenti preoccupazioni riguardo a un rallentamento dell’economia, l’ottimismo generale non ha comunque fatto cambiare idea sulla linea sui tassi di interesse. La Fed ha deciso quindi di continuare a monitorare l’andamento dei dati macro, soprattutto quelli riguardanti l’inflazione, per determinare gli eventuali cambi di rotta futuri.

La questione Brexit

Cambi che, però, sarebbero difficili da vedere, a questo punto. Prima di tutto per le preoccupazioni espresse dai membri FOMC sulla questione della guerra dei dazi Usa-Cina. E non solo. A preoccupare è anche il Vecchio Continente con la Brexit. Le ultime novità vedono il parlamento di Londra sempre più bloccato in una serie di tiri incrociati all’interno non solo della lotta tra conservatori e laburisti ma anche nello stesso partito della premier Theresa May. Nelle scorse ore (quindi dopo la chiusura della riunione Fed) la Premier inglese aveva offerto la possibilità persino di un secondo referendum, opzione da lei sempre rifiutata, pur di far approvare il suo piano di divorzio dall’Unione. Una decisione che, però, ha esacerbato gli animi invece di rasserenarli. 

Altre incertezze rimaste

Tornando ai verbali Fed, però, resta comunque la presa di coscienza di un miglioramento delle prospettive rispetto a quelle avute a inizio anno, anche se ciò non significa una certezza per il futuro. Da specificare che l’incontro a cui fanno riferimento le minute, però, è terminato tre giorni prima che il presidente Usa Donald Trump inviasse quel famoso tweet che ha poi dato vita all’escalation tra Usa e Cina. A questo si aggiungano anche altre fonti di incertezza che, a livello internazionale, sono rimaste. Come si legge nel testo delle minute “Alla luce degli sviluppi economici e finanziari globali e delle mutate pressioni inflazionistiche, i partecipanti hanno generalmente concordato sul fatto che un approccio paziente per determinare correzioni future agli obiettivi sui tassi sia più appropriato.”

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