Le banche centrali lasciano pochi spazi agli investitori

Oggi è il gran giorno e il piano di Mario Draghi, governatore della Bce dovrebbe essere svelato. Anche se il condizionale è d’obbligo.

Qualche incertezza

Infatti non solo in forse è il fatto che il piano di Draghi sia più o meno incisivo per le sorti dell’economia europea (e forse mondiale) ma anche il peso e il calibro delle misure che dovrebbe essere prese. Gli osservatori sono divisi e si pensa anche ad un allargamento dello spettro sugli eventuali acquisti di bond, spettro che, a causa della diffusione dei rendimenti negativi sui titoli di stato, potrebbe ora includere anche quelli delle società. Non solo, ma per i più scettici sarebbe in forse anche il piano stesso.

Lotta tra falchi e colombe?

Nelle scorse giornata, infatti, i falchi della Bce hanno fatto intendere che all’interno del board starebbero prendendo piede i rappresentanti di una corrente che preferirebbe lasciare intatto lo status quo. Ad ogni modo, a prescindere da quanto accadrà, una cosa è certa: la politica delle banche centrali (tutte) non ha lasciato “paradisi sicuri” agli investitori. Infatti i rendimenti, in primis quelli dei titoli di stato, hanno iniziato una vorticosa discesa registrando sconfinamenti in territorio negativo sempre più numerosi. 

Il paradosso dei bond

Un trend che ha riguardato soprattutto i titoli di debito sovrano tradizionalmente considerato come affidabile e, quindi, un rifugio durante i momenti di tempesta sui mercati. Cosa significa questo? Che sempre più spesso gli investitori sono disposti ad acquistare un bond giudicato sicuro, anche a costo di perdere denaro nel farlo. Un paradosso? Forse, ma estremamente sintomatico di quanto sta accadendo e cioè che il doppio ruolo giocato dall’obbligazionario (inteso come generatore di reddito ma anche bene rifugio) è stato completamente cancellato. Questa costante ha portato gli investitori alla famelica ricerca di rendimenti ma anche e soprattutto, all’assunzione di rischi che, in altri ambiti, non sarebbero stati tollerati. Il tutto pur di riuscire a trovare un rendimento anche solo minimo. Ne è convinto anche Stephen Oh, responsabile globale del credito e del reddito fisso per PineBridge Investments.

Le attese

Intanto, come detto, i mercati attendono le conferme sulle attese, positive, per i provvedimenti della Banca centrale in fatto di politica monetaria. Il consensus degli analisti spera in un enorme piano di stimolo soprattutto in virtù di una sempre più marcata debolezza non solo degli indicatori europei, in primis un’inflazione sempre più debole, ma, nello specifico, di quelli tedeschi. Berlino, infatti, rischia addirittura la recessione tecnica sul Prodotto interno lordo.  Attualmente i mercati sono partiti con il segno più ma le aspettative sono talmente alte che sarà difficile sorprendere i mercati e spingerli verso un ulteriore rialzo.

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