L'escalation delle tensioni Usa-Cina manda le borse ko

Doccia fredda sull'accordo Usa-Cina

Giornata pesante sui mercati americani che chiudono la seduta zavorrate dalle perdite, lo S&P500 -1,56%, il Dow Jones -1,19%, il Nasdaq -1,67%, il Russell 2000 -1,84%. Ad essere colpiti in maniera particolare sono i settori finanziari (-2%) e tecnologici (-1,8%) sulla scia delle cattive notizie che sono arrivate da Washington. Infatti ieri il Dipartimento del Commercio Usa ha comunicato di aver inserito 28 società cinesi nella black list per ciò che riguarda la violazione dei diritti dell'uomo. Di queste 28 società, ve ne sono 8 del settore tecnologico di cui 2 controllano circa un terzo del mercato globale nel campo della videosorveglianza. Sembrerebbe inoltre che in gestazione ci sia un provvedimento di Washington che impedisca o comunque limiti l'investimento di capitali da parte dei fondi pensione pubblici americani nelle società cinesi. Questo di certo non aiuta ad alleggerire il clima in virtù della presenza del vicepremier cinese Liu He all'incontro di giovedì con il sottosegretario al Tesoro Steven Munchin al punto che i cinesi stanno valutando l'ipotesi di chiudere i rapporti anzitempo e di partire in ritirata.

Il caso Ucrainangate sugli scudi

A soffiare benzina sul fuoco ci ha pensato ieri il presidente Trump che ha fatto comunicare la totale indisponibilità da parte della Casa Bianca a collaborare con il Congresso riguardo i rapporti tra l'entourage del premier e l'Ucraina ordinando all'ambasciatore americano presso l'UE Gordon Sondland a non presentarsi di fronte alla Commissione alla Camera nella veste di testimone. Il clima, quindi, si fa rovente e questo ha dato ulteriore spunto ai democratici di accusare Washington di intralcio alle indagini e quindi di violazione della Costituzione, trovando altresì ulteriore materiale per la richiesta di impeachment del tycoon statunitense.

La Fed torna a farsi sentire

Eppure un sollievo per i mercati era arrivato da Jerome Powell nel suo intervento in un convegno a Denver. Il numero uno della Fed ha dichiarato che da un paio di settimane il mercato interbancario americano si trova in difficoltà per via della scarsa liquidità in cui versa e quindi ha annunciato una sorta di cambio di rotta della politica monetaria per sistemare i bilanci acquistando titoli di stato a breve scadenza. Il governatore ha precisato che non sarà un altro quantitative easing ma ha sottolineato che la Fed sarà pronta ad intervenire a sostegno dell'economia.

La volatilità esplode

In questo concerto di incertezza, il Vix, l'indice che rappresenta il termometro della paura sui mercati, segna un +13%, a testimonianza del fatto che gli operatori attualmente sono in uno stato di attesa frenetica e basta poco per farli entrare in agitazione. L'escalation delle tensioni sul negoziato Cina-Usa a cui si potrebbero aggiungere quelle di Brexit è possibile che nei prossimi giorni faranno esplodere la volatilità che accompagnerebbe una fase di panic selling importante. Ci sarà solo da vedere quanto possa essere momentanea o strutturale, alla luce dei fondamentali dell'economia Usa che ancora reggono il trend rialzista che dura ormai da 10 anni.

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