JP Morgan: recessione globale al 40%

Ultimamente la Cina deve fare i conti con alcuni numeri piuttosto difficili da gestire. Non solo il Pil ma anche la produzione industriale sono fortemente a rischio.

La situazione 

Sullo sfondo, le tariffe commerciali statunitensi che potrebbero creare seri problemi a Pechino. Tanto da poter portare l’economia mondiale alla recessione. La probabilità che ciò accada? Per JP Morgan, nei prossimi 6-9 mesi, è al 40%. Anche perchè, oltre tutto, adesso si deve registrare anche l'inversione della curva dei rendimenti sui titoli di stato Usa: il biennale, infatti, ha un rendimento superiore al  decennale. Si tratta di un chiaro segnale che preanuncia l'arrivo di una recessione. Non accadeva dal 2007. 

Cosa sta succedendo

Come è noto, l’amministrazione Trump imporrà nuovi dazi sulle merci cinesi in arrivo negli Stati Uniti, già da settembre. In realtà, dopo l’annuncio e le reazioni del mercato, le autorità statunitensi hanno dichiarato di aver cancellato alcuni prodotti dalle “liste incriminate” ed aver posticipato ad essi l’applicazione delle tariffe del 10%, al 15 dicembre. Si tratta di tariffe che potrebbero aumentare la pressione già presente sull’economia di pechino e rallentare ulteriormente la crescita a livello mondiale. Da qui i sospetti che la nazione asiatica possa a sua volta far ricorso a misure di stimolo. Anche se, attualmente non è ancora chiaro se Pechino abbia o meno frecce al suo arco per attuare queste misure. Infatti le autorità cinesi hanno già messo in campo diverse strategie, non ultimi, degli ampi sgravi fiscali, misure che, come anche l’amministrazione Trump sa bene, non possono però essere attuate su lunghi periodi.  Risultato: possibili ulteriori rallentamenti anche nella crescita del già sofferente prodotto interno lordo cinese.

Il Pil cinese

Gli ultimi numeri pubblicati, infatti, parlano di un 6,2% sul secondo trimestre, cifre che per l’Europa sono utopiche ma che per la Cina rappresentano il livello più basso degli ultimi 27 anni. Questo pericolo, però, potrebbe portare la Federal Reserve a tagliare nuovamente i tassi di interesse, proprio come nella volontà del presidente Usa Donald Trump. Ed è stato proprio quest’ultimo a dichiarare, dopo la recente inversione della curva dei tassi registrata sui bond Usa, a definire il governatore della Fed “un’incapace”.

Scontro Trump-Fed

Stando all’opinione del tycoon, infatti, il vero problema dell’economia Usa non sarebbe tanto Pechino quanto la Fed e nello specifico il suo governatore. Una strigliata che è arrivata immediatamente dopo la peggiore seduta del 2019 per Wall Street, quella di mercoledì scorso, che ha visto un calo generalizzato su tutti gli indici, in primis quelli a stelle e strisce. Numeri alla mano, alla fine, l’ndice Dow Jones ha perso il 3,05%, il Nasdaq il 3,04% e l’S&P 500 il 2,93%.

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