Il caso Scozia: altro macigno sulle spalle di Johson

Non si può certo dire che il Trump britannico non abbia delle brutte gatte da pelare in questo periodo...

Se domani le camere dovessero confermare l'accordo, un altro tema spinosissimo dovrà essere affrontato da Boris Johnson nei giorni seguenti, nonostante l'affrancatura di Westminster. Per il momento l'affaire Scozia è stato messo in stand by ma ben presto tornerà alla ribalta creando non pochi subbugli all'interno di tutto il Regno Unito.

La situazione attuale in Scozia

La Scozia aveva votato 5 anni fa di rimanere nel Regno Unito ma la vittoria non era così netta, non si conosceva ancora la parola Brexit e allora i sondaggi non davano come oggi il 70% della popolazione scozzese a favore della secessione. In realtà, una volta che la Gran Bretagna esce dall'Europa, il popolo vorrebbe sottrarsi alle regole di Londra e adagiarsi a quelle di Bruxelles. Il problema per Johnson non è rappresentato soltanto dalle manifestazioni di piazza che hanno invaso le strade di Edimburgo in questi giorni, ma dalla proposta di legge di indire un secondo referendum che pesa come una spada di Damocle sulla testa del premier. E la premier scozzese Nicole Sturgeon, forte di un consenso popolare del 38% vorrebbe spingere verso quella direzione aizzando i sostenitori dell'anti-brexit a mandare un messaggio inequivocabile a tutto il Regno Unito.

Il dilemma di Johnson

Come scongiurare il pericolo? E come tenere a bada il fuoco sacro che soffia dentro i separatisti scozzesi? I 300 milioni di sterline di fondi extra che Johnson ha promesso a Edimburgo a quanto pare non hanno placato le velleità del governo, anzi sono ai più sembrati una mossa per comprarsi con i soldi dei contribuenti un appoggio senza il quale potrebbero sorgere parecchie sconvenienze a Downing Street. Alzare la posta potrebbe anche rivelarsi, in questo contesto, una tattica azzardata e controproducente in una trattativa che è già resa difficile per via del passato di Johnson come giornalista, quando si mise contro il popolo scozzese per via di alcuni articoli non proprio edificanti nei loro confronti. A giudicare dai fatti accaduti non sembra che gli scozzesi abbiano dimenticato e ancora meno abbiano intenzione di perdonare al leader inglese l'accaduto.

Il blocco di un secondo referendum da parte di Londra potrebbe suonare come antidemocratico e autoritario e non credo potesse far piacere all'elettorato un atteggiamento così dispotico e di certo l'ultima cosa che Johnson vorrebbe si verificasse in questo difficile periodo sarebbe la perdita di voti che ha faticosamente guadagnato. Che la querella possa risolversi in tribunale non è un atto che è da escludersi ma questo darebbe il via ad un'altra telenovela che ci si augura non produca la stessa prostrazione di Brexit.

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