Il caos Brexit non spaventa i mercati

ll no deal di Macron

Ormai sembra quasi fatta per una rinvio su Brexit, la situazione si è talmente ingarbugliata che l'ennesima proroga ormai è diventata inevitabile. Ieri Boris Johnson ha fatto un altro tentativo per far votare il parlamento, ma niente da fare, lo speaker John Bercow ha annunciato che non ci sarà alcuna votazione sull'accordo siglato giovedì scorso. Di conseguenza non ci sarà alcuna seduta plenaria del Parlamento Europeo dopodomani, come si pensava, per ratificare nulla, se prima non ci sarà l'approvazione di Londra l'unica strada percorribile non può essere che chiedere il rinvio. Su questo le posizioni di Macron non sembrano essere molto da colomba, anzi il leader del partito di governo francese spinge per una Brexit anche senza accordo allineandosi paradossalmente alle posizioni di Johnson che ora si trova ingabbiato tra due soluzioni: o far sciogliere le camere e avviare le elezioni anticipate, a quel punto la proroga diventa una costrizione, oppure tentare di modificare l'accordo celebrato in pompa magna con lo scopo di farlo approvare in seduta straordinaria a Westminster. E tutto questo in poco più di una settimana.

I mercati non si scompongono

Wall Street continua il suo percorso di crescita, con lo S&P che ha di nuovo superato la soglia dei 3.000 punti. Il consigliere alla Casa Bianca, Larry Kudlow, ha rilasciato una dichiarazione con la quale afferma che ci sono stati progressi nell'accordo sui dazi con la Cina e che le tariffe che dovrebbero partire a dicembre potrebbero essere ritirate se si continua su questo passo. Il Dow Jones va un pò più a rilento appesantito da Boeing (-3,7%) che ha pubblicato nei giorni scorsi una trimestrale negativa ricevendo il downgrade di 3 case di investimento. Continua la salita del Nasdaq (+0,8%) nell'attesa delle trimestrali di 3 colossi del web come Twitter, Microsoft e Amazon.

Le borse asiatiche chiudono anch'esse in moderato rialzo sulla scia dei colloqui positiva tra Pechino e Washington, mentre Tokyo è rimasta chiusa per festa.
Il clima generale sui mercati, quindi, non sembra risentire dalle turbolenze che arrivano oltreoceano e difatti anche l'indice della paura, il Vix, perde un punto percentuale e chiude a 14 dollari.

La sterlina continua a marciare

La corsa contro il tempo che sta avvenendo a Londra non deprime la valuta britannica, l'apertura di domenica sera l'ha data in gap di oltre 50 pips, ma ha recuperato energicamente e si assesta ai massimi di periodo. Delle due l'una: o filtra ottimismo tra gli operatori riguardo l'epilogo su Brexit oppure tutta la mattanza di questa situazione è stata già scontata dal mercato.

In Italia ancora dubbi sulla manovra

Tensioni all'interno del governo riguardo la bozza da presentare a Bruxelles, ma sembra che una quadra sia in procinto di arrivare. La manovra comprende 31 miliardi di spesa, finanziati per 16 mld circa con nuovo deficit che arriverebbe al 2,2% del PIL, l'Europa chiede un aggiustamento dello 0,6%, ma a quanto pare questo governo non accende lo spread che cala fino a 132 punti. Piazza Affari chiude la seduta a +0,7% in scia di un clima generale su tutti i mercati di moderato ottimismo.

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