I dati in chiaroscuro sul lavoro rilanciano Wall Street

Le borse americane festeggiano

Probabilmente non c'è una vera ragione perché gli indici americani risultino tutti in verde, ma dopo i dati negativi sugli indici manifatturieri e dei servizi gli operatori si aspettavano dal mercato del lavoro delle notizie molto pesanti. In effetti il job report non è stato esaltante, se si pensa che sono stati creati 136.000 posti di lavoro a fronte di 140.000 attesi e di 168.000 della rilevazione precedente e che i salari sono saliti solo del 2,9% a fronte di un 3,2% atteso. Però il fatto che la disoccupazione continua a diminuire (3,5% rispetto al 3,7% del mese precedente) evidentemente è un segnale che il mercato del lavoro in Usa è ancora in salute. Le borse americane quindi hanno chiuso tutte in positivo di circa 1,4%.

Settimana importantissima per la Fed

A tenere banco sicuramente saranno questa settimana le dichiarazioni dei vari esponenti della Fed che si pronunceranno in tema di politica monetaria. A prendere la parola saranno oggi il governatore della banca centrale di Minneapolis Nel Kakhsari, domani quello della Fed di Chicago Charles Evans e a seguire il numero della Fed Jerome Powell. Mercoledì, invece, ci sarà la pubblicazione dei verbali del FOMC da cui verranno fuori le indicazioni sulle intenzioni dell'istituto di Washington riguardo il taglio del costo del denaro. Ormai ci si attende un taglio a fine ottobre o al massimo al mese successivo e il mercato comincia a scontare l'attesa.

Torna l'attenzione sulla guerra dei dazi

Il negoziato tra Cina e Stati Uniti riprenderà giovedì quando il vice premier cinese Liu He sarà nella capitale per sedersi al tavolo del confronto. Le richieste cinesi sono chiare, eliminare i provvedimenti presi su Huaweii e via libera alle aziende cinesi dell'alta tecnologia. In questo Trump sembra non ricettivo e la trattativa si prospetta essere molto complicata. Questo inevitabilmente provocherà qualche turbolenza nei mercati azionari e in quello delle valute, a meno di colpi di scena nulla dovrebbe mutare rispetto al quadro attuale degli accordi.

Il dollaro si riprende

Dopo il dato di venerdì il dollaro si apprezza nei confronti dello yuan dopo due giorni di cali. Il cross viene un pò considerato alla stregua di una polizza assicurativa nel caso in cui l'accordo sui dazi dovesse andare male, quindi sarà molto sensibile all'esito e all'evolversi di tutto il negoziato. Tutto sommato rimane stabile nei confronti dello Yen e dell'Euro, arrestando la discesa dopo i preoccupanti dati sull'economia americana della scorsa settimana.

Conclusioni

Evidentemente ancora non è tempo di recessioni, è bastato un segnale, pur minimo, di solidità dell'economia a stelle e strisce che il mercato borsistico Usa si è rimesso in corsa, trascinando anche le altre borse. E un segnale eloquente è dato anche dall'indice della paura, il Vix, che ha perso 5 punti attestandosi intorno a 19 dollari. L'attenzione a quello che succederà nei prossimi giorni sarà massima anche perché gli operatori punteranno gli occhi su quella che sarà un'altra spina nel fianco per i mercati, ossia il negoziato su Brexit. La sensazione è che qualunque cosa succeda i fondamentali dell'economia, tarando da qualche fibrillazione di breve, faranno alla fine la differenza e determineranno dove gli investitori metteranno i loro soldi.

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