Guerra Commerciale: c’è chi non si preoccupa. Ecco perché

La guerra commerciale tra Usa e Cina è tornata. Da oggi i dazi del 25% su oltre 200 miliardi di merci cinesi, sono una realtà.

La reazione dei mercati

I mercati lo hanno capito dall’inizio della settimana e stanno combattendo contro una serie di negatività e di zavorre che li hanno trascinati inesorabilmente verso il basso. Per Piazza Affari, inoltre, si deve registrare la costante perdita di terreno, tanto da arrivare all’abbandono di area 21mila punti.

oOn è da meno Wall Street che ieri ha visto un passivo, seppur piccolo, su tutti e tre gli indici: S&P 500 a -0,3%, Dow a -0,54% e Nasdaq a -0,4%. Ma per alcuni la situazione non è così negativa come si temeva all’inizio.  Lee Cooperman, fondatore, presidente e CEO di Omega Advisors, e Mario Gabelli, noto value investor, ad esempio, non sono così preoccupati per una guerra commerciale. Il motivo? I fondamentali del mercato restano sani e attualmente le valutazioni sono tornate in range ragionevoli.

I motivi di chi non si spaventa

A dare una mano resta l’atteggiamento cauto della Federal Reserve che non dovrebbe alzare i tassi per il resto dell’anno. Facendo le somme: le ragioni per un crollo definitivo non ci sono. Infatti non si intravedono fattori che preannunciano una recessione, il che permetterà di risolvere tutti, o quasi, i problemi, con una mente abbastanza fredda. Questa, in estrema sintesi, la view di Cooperman che aggiunge: la situazione che sta vivendo il mercato adesso può facilmente riassumersi in una correzione del 5%.

La partita a scacchi di Trump

Attualmente, come detto, i mercati sono sotto pressione dopo che il presidente Usa Donald Trump ha annunciato domenica sera, via Twitter la volontà di inasprire i dazi contro la Cina. Solo successivamente, mercoledì si è saputo, sempre tramite tweet presidenziali, che in realtà è stata la Cina, qualche settimana fa, a ritirarsi da una serie di intese già stipulate. Ed è stato sempre Trump a continuare con le rassicurazioni: ci sarebbe, almeno a suo dire, ancora la possibilità per un accordo. Alla base di un ammorbidimento dei toni ci sarebbe la “bellissima lettera” scritta a Trump dal presidente Xi Jinping.

I tentativi riconcilianti di Pechino

A quanto pare la missiva conterrebbe non solo le rassicurazioni del fatto che Pechino è intenzionata a mantenere gli accordi presi, ma anche la volontà di un prossimo incontro tra i due. Incontro che, però, adesso, potrebbe al massimo essere telefonico. Eventualmente. Intanto a Washington è andato il vicepresidente  cinese Liu He il quale ha dichiarato che i dazi "non sono la soluzione del problema"

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