Goldman Sachs: cambiamenti in arrivo dalla Fed

  • Ieri l’addio di Mario Draghi alla Bce. La prossima settimana, però, l’attenzione tornerà sulla Federal Reserve
  • Draghi ha sottolineato i rischi al ribasso per l’economia europea e mondiale ma ha anche confermato le strategie accomodanti
  • Goldman avverte: la prossima settimana potrebbe esserci l’ultimo taglio dei tassi.

Ieri Mario Draghi ha dato il suo addio alla Bce. Dopo 8 anni di onorato servizio e altrettanti di acerrime critiche (in arrivo soprattutto dal blocco nordeuropeo, da sempre contrario a forme di allentamento monetario estreme), il governatore ha lasciato il suo ruolo. A sostituirlo la già nominata Christine Lagarde ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale. 

Non solo politiche economiche

Le parole pronunciate ieri da Draghi hanno confermato non solo le politiche di stimolo annunciate nelle scorse conferenze stampa ma anche lo status quo sui tassi di interesse. Inoltre l’ormai ex governatore, ha anche sottolineato il pericolo di un rallentamento dell’economia. Non solo, ma ha anche affermato che le sole politiche delle banche centrali potrebbero essere non più sufficienti per risollevare l’economia. Dovranno esserci anche gli Stati a dare una mano. Stando alle sue parole, infatti  con "una politica fiscale gli obiettivi di politica monetaria saranno raggiunti prima con minori effetti collaterali".

Focus sulla Fed

Archiviata la questione Bce, adesso le attenzioni dei mercati si spostano tutte sulla Federal Reserve e la conferenza stampa prevista per la prossima settimana. Ed è proprio su questa che si concentrano le previsioni di Goldman Sachs. Secondo la banca Usa, infatti, la Fed dovrebbe tagliare i tassi di interesse la prossima settimana, come ampiamente previsto, ma sarebbe l’ultima mossa in questo senso da parte di Jerome Powell. Infatti i membri del board, già divisi sulle strategie da attuare, potrebbero preferire mettere tutto in stand by. Nulla di più che la fine dell’adeguamento di “mezzo ciclo” a cui il presidente Jerome Powell ha accennato a luglio.

L'ultimo taglio? 

In quell’occasione, infatti, Powell dichiarò che il primo taglio del costo del denaro non doveva essere considerato come l’inizio di un nuovo Quantitative Easing ma solo “un’aggiustamento di metà ciclo”. Una espressione che sottolineava anche un altro aspetto: Powell non voleva prendere l’impegno di abbassare in maniera sistematica e programmata il peso del dollaro preferendo invece muoversi di volta in volta. O anche fermarsi qualora fosse stato il caso. Nella riunione del 29-30 ottobre i mercati sono certi di una ulteriore sforbiciata sui tassi di interesse, che così arriverebbero tra l’1,5% e l’1,75%. 

Un altro cambiamento

Non sarebbe da escludere nemmeno un secondo cambiamento, questa volta nel comunicato ufficiale. Nello specifico Goldman parla della frase che recita che la Fed “agirà in modo appropriato per sostenere l’espansione”. Notata già nella dichiarazione di giugno, potrebbe essere sostituita con l’espressione “la Fed agirà secondo necessità per promuovere i suoi obiettivi”. Molto meno impegnativa.

0 - Commenti