Goldman Sachs: aumentato il rischio di recessione in Usa

L’aumento delle tensioni tra Usa e Cina ha portato Goldman Sachs ad abbassare le previsioni di crescita degli Usa del quarto trimestre di 20 punti base dal precedente 2% all’attuale 1,8%.

La view di Goldman .

A quanto pare, specificano dalla banca d’affari Usa, gli effetti delle ultime notizie in arrivo dalla guerra dei dazi, hanno cambiato fortemente il sentiment dei mercati finanziari i quali, a loro volta, hanno reagito in maniera consequenziale.

Stando alle previsioni di Goldman Sachs l’aumento del 10% dei dazi sulla Cina all’inizio di settembre, ci sarà. Non solo, ma un eventuale accordo tra le parti non arriverà più, come inizialmente pensato, prima delle elezioni presidenziali del 2020. Donald Trump, secondo quanto ipotizzato dagli osservatori economici, avrebbe potuto sfruttare il tema dei dazi per riuscire a chiudere un’intesa prima del voto e presentarsi, perciò, con un asso nella manica alla vigilia del voto.

Cambio delle strategie elettorali

Un’ipotesi che, a questo punto, potrebbe essere facilmente esclusa. Non solo, ma da Pechio è arrivata successivamente, anche la conferma allo stop di acquisti di prodotti agricoli statunitensi, una voce molto importante sia per l’economia della nazione a stelle e strisce ma anche per lo stesso elettorato del presidente. Infatti operai ed agricoltori coprivano una fetta rilevante del suo bacino di sostenitori. Bacino che, visti i sondaggi, sembra essersi leggermente indebolito. A questo si aggiungano anche le dispute sulla valuta con lo yuan che ha registrato ampie oscillazioni rispetto al dollaro e interventi giudicati tardivi e troppo tiepidi da Washington. Intanto oggi la Banca popolare cinese ha deciso per il fixing dello yuan a 7,0211 sul dollaro, sempre ai minimi da oltre 11 anni ma, per lo meno, meglio delle attese.

L'incognita yuan

Una dimostrazione, quest’ultima, del fatto che, a differenza dei sospetti della prima ora, Pechino non dovrebbe usare la sua moneta come arma di ritorsione per i dazi di Washington. Ma il fatto che si debba vedere di giorno in giorno le decisioni della PBoC (uno yuan debole rende i prodotti esportati più competitivi), lascia inalterato un senso di incertezza sui mercati, a tutto vantaggio di una volatilità in costante aumento. Conseguenza: la guerra commerciale USA-Cina avrà un impatto maggiore sulla crescita della nazione, ben più ampio di quanto inizialmente stimato da Goldman Sachs.

Le catene di approvvigionamento

Il motivo? In questo clima nessuno se la sente di investire e assumere così come nessuno sa come gestire le sorti di una catena di approvvigionamento che potrebbe dover cambiare la sua fisionomia. Qualora la guerra dei dazi dovesse continuare o persino peggiorare, la creazione di una serie di nuove filiere di approvvigionamento porterebbe con sé, oltre alle ovvie perdite di tempo, anche ingenti perdite di capitali e possibili interruzioni dei rifornimenti.

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