FMI (Lagarde) chiede a BCE (che avrà Lagarde) nuove misure

Si tratta di una coincidenza? Il Fondo Monetario Internazionale, attualmente presieduto da Christine Lagarde, ha chiesto alla Bce, che sarà presieduta da Christine Lagarde, di varare stimoli monetari a causa di una prolungata crescita anemica.

QE europeo ormai sicuro? 

Una strategia, quella del FMI, condivisa anche dall’attuale governatore della Bce, Mario Draghi, dimissionario a novembre. In altre parole: conferma su tutti i fronti di nuove misure di accomodamento monetario che arriveranno ormai con una certezza a cui manca solo il sigillo (ormai superfluo) dell’ufficialità.

Ad ogni modo, nel report presentato dal FMI, la zona euro è costantemente minacciata da crescenti rischi derivanti dalle tensioni commerciali, dalla Brexit e persino dall’Italia.

Le paure per l'Italia

Infatti Roma è appesantita da un enorme debito nazionale, a sua volta in mano in gran parte delle banche. Non solo, ma anche se recentemente lo spread è notevolmente calato, tanto da permettere al governo italiano di allentare anche le tensioni interne, il sentiment di mercato è purtroppo soggetto ad una imprevedibile volatilità. Per questo motivo le sorti dell’economia italiana sui mercati stessi appaiono incerte.

Il sistema bancario

A spaventare, però, è il fatto che l’intero sistema finanziario, italiano in particolare ma un po’ di tutta l’Europa in generale, vede il suo perno centrale proprio negli istituti di credito, perno che, perciò, rischia di diventare troppo debole per poter reggere le sfide parallele della guerra commerciale ancora incerta. Ed è proprio il sistema bancario che è al centro di un’altra considerazione del FMI: sebbene le nuove strategie di Tltro in arrivo siano giudicate positivamente dal FMI, resta il fatto che rischiano di aumentare l’esposizione delle banche al debito dei rispettivi paesi.

Su tutto grava ancora una Brexit che, sempre per il Vecchio Continente, rimane una Spada di Damocle dalla soluzione ancora oscura e lontana. Da tempo vittima di un prolungato periodo di crescita anemica ed inflazione altrettanto bassa, l’Europa potrebbe presto patire nuove difficoltà.

I numeri

Sempre secondo le proiezioni dell’organizzazione con sede a Washington, la crescita del blocco a 19 nazioni rallenterà in questo 2019 all′1,3%, un calo se confrontato con l′1,9% del 2018. Ma il confronto con il 2018 è negativo anche con il 2020 visto che sarà per il FMI la crescita sarà all’1,6%. In più Bce e Fmi concordano sui livelli di inflazione: non oltre l’1,3% quest’anno e raggiungimento del target “al di sotto del 2%” solo nel 2022. Ma secondo il FMI un prolungamento della debolezza sul costo della vita potrebbe anche portare la Bce ad attuare nuovi acquisti di asset, magari ampliati a un insieme più ampio di asset.

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