E Mario Draghi uscì di scena...

  • Oggi l’ultima riunione della Bce sotto la presidenza Draghi, un Mario Draghi che, per la maggior parte degli analisti “non è stato perfetto ma era il meglio che avevamo a disposizione”.
  • La Bce che troverà Christine Lagarde resta comunque lacerata al suo interno. Non tutti, infatti, sono d’accordo su un ritorno del QE
  • La Brexit sembra trovare un momento di pace: in arrivo una proroga dell’Ue sulla data del 31 ottobre. 

Tra poche ore ci sarà l’ultimo meeting della Bce e Mario Draghi chiuderà la sua storica carriera come governatore della Bce. Carriera che lo ha visto protagonista, spesso criticato, durante la più grande recessione della storia.

Per la storia sarà l'uomo del  "whatever it takes"

Erano i tempi, difficili, del  "whatever it takes" che permise all’euro di essere salvo. All’Europa, forse, un po’ meno. La questione della crisi greca, infatti, ha messo a dura prova la tenuta dell’Unione come quella dell’eurozona stessa, ma anche una coesione che, tra i membri, in realtà, non c'è mai stata. Allo stesso tempo Draghi è anche l’uomo del Quantitative Easing Europeo e della resistenza contro lo scetticismo di una Germania ipercritica verso il taglio dei tassi. Il futuro della Bce? Per la prima volta nella sua storia, sarà in mano ad una donna.

L'eredità alla Lagarde

Infatti a succedere all’italiano sarà la francese Christine Lagarde, ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale. Dovrà essere lei a gestire un board che, di fronte al ritorno del Quantitative Easing si  ritrovato spaccato. Non tutti, infatti, giudicano le misure ancora efficaci. Per questo crescono le attese sulle nuove decisioni riguardanti eventuali tagli dei tassi e futuri e potenziali incrementi degli acquisti sui mercati.

Ma in questo appuntamento giudicato storico, quali sono le attese dei mercati e degli analisti? 

Le attese per l'ultima riunione

In realtà la maggior parte dei progetti e delle strategie di politica monetaria sono state rese note da tempo. Proprio per evitare colpi di scena sui mercati. Quasi sicuramente saranno ribadite le previsioni al ribasso sulla crescita europea, numeri che devono per forza di cose riflettere le tensioni, in aumento, sul fronte dei dazi e di un prolungarsi della Brexit. Ma con ogni probabilità il Mario europeo coglierà l’occasione per dare qualche sferzata ai suoi avversari. Sferzata che fino ad ora era stato costretto, per ovvi motivi anche diplomatici, a risparmiare.

Le ultime dalla Brexit

Ma a parte tutte le considerazioni tra lo storico e il finanziario, non sarà Mario Draghi a dover gestire le ultime patate bollenti della zona euro. Infatti la Lagarde dovrà assistere al dipanarsi del caos Brexit. Un caos che, stando alle ultime notizie, potrebbe essere meno confuso di quanto temuto in queste ultime settimane. Sembra, infatti che i 27 dell’Unione siano d’accordo nel concedere un’estensione sul calendario della Brexit e a rimandare quel 31 ottobre ad altra data. Per il momento ignota.

0 - Commenti