Guerra commerciale Usa/Cina: i dazi verranno tolti

Un compromesso che rilancia le due superpotenze

Non poteva esserci nulla di definitivo senza la sentenza del numero uno della Casa Bianca, alla fine l'accordo c'è stato. Un compromesso che mira non solo a rafforzare i rapporti tra Cina e Usa ma anche a sostenere la crescita delle due economie. Gli Usa elimineranno tutti i dazi imposti sull'export cinese che avrebbero dovuto partire il 15 ottobre per 250 mld di dollari e il 15 dicembre per 160 mld, inoltre alleggeriranno la loro posizione nei confronti della fornitura di prodotti non sensibili da parte delle aziende americane a Huaweii. La Cina si impegnerà ad incrementare l'acquisto di derrate alimentari come la soia e la carne di maiale dagli Stati Uniti e soprattutto a far dietrofront sulla guerra valutaria che aveva portato in questi mesi ad una manipolazione dello yuan. No way invece per la spinosa questione riguardo la proprietà intellettuale e il trasferimento di tecnologia. Insomma un accordo, seppur parziale, che pone argine alle ventate di recessione che si erano viste negli ultimi tempi a causa di questa guerra commerciale che aveva colpito i due paesi con dati sul PIL che destavano qualche preoccupazione. E i dati di questa notte sulla bilancia commerciale cinese ne sono un'ennesima conferma, l'export è crollato del 3,2%, peggio del consensus che lo dava al 2,8% e l'import è affondato dell'8,5%.

Si piega anche Johnson su Brexit

Dopo Trump, sembra che anche il premier britannico abbia abbandonato la linea dura e dopo che tutto sembrava volgere verso un no deal catastrofico ecco che l'incontro avvenuto giovedì sera tra Johnson e il premier dell'Irlanda del Nord Leo Varadkar giunge ad una svolta, nulla di definitivo ancora è stato sancito e i dettagli ancora non si conoscono, però è trapelata la notizia che Londra abbia accettato che Dublino rimanga nell'unione doganale europea. L'incontro avvenuto venerdì tra il capo europeo del negoziato su Brexit, Barnier, e il ministro britannico Barclay, definito come costruttivo, ha confermato la linea che si era percepita la sera prima. Il vertice europeo che si terrà questo giovedì e venerdì probabilmente annuncerà l'accordo che sarà ratificato il sabato successivo dal parlamento britannico in seduta straordinaria.

Brindisi sui mercati e la sterlina spicca il volo

L'ondata di ottimismo ha travolto positivamente tutte le borse, in Usa si registrano guadagni tra l'1% e il 2% per tutti i listini, oltreoceano il rialzo è stato ancora più pronunciato con il Dax che sfiora la soglia del 3%. Festeggiano le aziende legate ai telefonini come Apple e alla produzione di microchip, oltre che le banche in merito alle aperture cinesi al settore finanziario. L'eccitazione per Brexit mette il turbo alla sterlina che avanza contro tutte le principali valute, +1,68% sul dollaro, +1,35% sull'euro e +2,10% sullo yen alla chiusura di venerdì. Perde un pò di terreno l'oro che si conferma sotto i 1.500 dollari, mentre il petrolio fa segnare rialzi imponenti, +2,48% a 54,88 dollari al barile il Wti, +2,64% a 60,66 dollari il Brent.

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