Brexit: passa l'emendamento Letwin e i mercati reagiscono bene

Cosa è successo a Londra

Colpo di scena nella seduta di sabato a Westmnister, il parlamento britannico avrebbe dovuto votare l'accordo che giovedì era stato raggiunto tra Londra e l'Europa riguardo l'uscita della Gran Bretagna il 31 ottobre e invece, con un colpo d'ala, il conservatore Oliver Latwin, espulso precedentemente dal partito insieme ad altri 21 oppositori, ha tirato fuori un emendamento che richiede in sostanza un rinvio di Brexit in quanto l'accordo dovrà essere figlio di una legge e quindi di una discussione in aula. L'emendamento passa con 322 voti favorevoli e 306 contrari il ché obbliga Boris Johnson a chiedere un rinvio, cosa che è stata fatta, dopo un'istantanea sfuriata, con una lettera inviata al Consiglio Europeo. In realtà oggi il premier ci riprova a chiedere il voto parlamentare ma probabilmente sarà una cosa inutile perché continua a non avere la maggioranza in parlamento. Quindi la mattanza di Brexit proseguirà, a meno di ulteriori coupe de theatre, fino al 31 gennaio del 2020.
Chi ha tradito Johnson? Probabilmente nessuno di quelli di cui si pensava, se qualcuno si aspettava che laburisti e unionisti irlandesi non votassero compatti evidentemente aveva perso il contatto con la realtà, la lama invece è stata affilata da coloro di cui si sospettava di meno, quegli stessi conservatori ancora risentiti per essere stati buttati fuori dal partito.

La reazione dei mercati

I mercati sembra che abbiano reagito bene alla notizia, infatti le borse asiatiche salgono debolmente seppur con volumi molto poco sostenuti. Il Giappone chiude con uno 0,4% nonostante un peggioramento della bilancia commerciale che ha segnalato che le esportazioni hanno subito un calo del 5,2% e l'import è diminuito dell'1,3%. Anche Hong Kong e Seul aumentano lievemente dello 0,3% entrambi. Oggi tutta l'attenzione ovviamente sarà incentrata su ciò che avverrà a Londra quindi le borse saranno probabilmente molto sensibili alle notizie sull'evoluzione dell'affare Brexit. La sterlina intanto perde parecchio terreno rispetto alla chiusura di venerdì avvenuta a ridosso di 1,30 sul dollaro, infatti l'apertura della settimana ha fatto registrare un gap di oltre mezza figura. Durante la giornata si capirà meglio se tale gap verrà recuperato, come quasi sempre avviene, oppure vista la particolarità della situazione il pound continuerà a soffrire.

La borsa americana ha avuto una battuta d'arresto

Venerdì invece è stata una seduta negativa per Wall Street con gli indici americani in calo, in particolar modo il Dow Jones ha sfiorato il -1%, meno sostenute le perdite dell S&P (-0.4%) e del Nasdaq (-0,8%). Il motivo è da ricondurre alle vicende che riguardano Boeing e J&J. Infatti la compagnia aerea ha rilevato problemi di sicurezza riguardo i due velivoli precipitati negli ultimi 2 anni e la società farmaceutica ha dovuto ritirare dal mercato un borotalco per bambini dopo che erano state scoperte delle tracce di amianto. Entrambi perdono rispettivamente il 6,8% e il 6,2% contribuendo ad affossare i listini.

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