Borse a picco: sta arrivando una nuova recessione?

Nuovi dazi in arrivo

Decisamente brutte notizie per l'Europa riguardo il commercio e in chiave mercati. L'organizzazione mondiale del commercio (WTO) ha deciso ieri che gli Stati Uniti hanno il diritto di applicare nuovi dazi sui prodotti importati dall'Europa per compensare gli aiuti pubblici ricevuti dal consorzio aeronautico Airbus. Trump probabilmente prenderà la palla al balzo e senza un accordo con l'Europa, al momento attuale improbabile, saranno in arrivo nuovi dazi per 7,5 mld che colpiranno vari settori: aeronautico, agricolo e industriale. Il made in Italy potrebbe venire sensibilmente compromesso sopratutto riguardo il parmigiano che è molto esportato negli Stati Uniti.

Il dollaro a picco

Se i dati di martedì sull'indice manifatturiero americano avevano acceso una spia, le rilevazioni dei nuovi posti di lavoro creati a settembre inferiore alle attese hanno generato la prima scintilla. Il mercato si attendeva 140.000 nuovi impieghi, ne sono arrivati 5.000 in meno del previsto e 12.000 in meno in rapporto al dato precedente, questo non è certo un buon preludio per i dati più completi di venerdì. A gettare benzina sul fuoco è stato l'altro dato dell'aumento delle scorte di petrolio greggio passato da 2412m a 3100m contro attese di 1567m, il prezzo del greggio ha perso immediatamente valore, il Brent è crollaro del 2% a 57,8 dollari ad esempio. In tutto questo il dollaro ne ha sofferto ed è sceso contro tutte le principali valute, il dollar index ha chiuso a 98,68 dal massimo di 99,30 toccato il giorno precedente.

Le borse avvertono i primi segnali di recessione

Tutti pesantemente in rosso i principali listini nella chiusura di ieri, il Dow Jones (-1,87%), lo S&P 500 (-1,79%), il Nasdaq (-1,56%), il Ftse Mib è stato colpito da un'autentica pioggia di vendite (-2,87%) così come il Dax (-2,76%) quest'ultimo compromesso dalle previsioni riviste al ribasso da parte di cinque importanti istituti di ricerca economica riguardo la crescita tedesca per il 2019 e il 2020. Nella notte, a ruota, si è aggiunto anche il Nikkei che ha lasciato sul campo il 2,01%.

Gli investitori si rifugiano nel metallo giallo

Come sempre avviene nei casi in cui si avverte maretta sui mercati, si scatena tra gli operatori la corsa all'oro, infatti quest'ultimo si è nuovamente spinto sopra i 1500 dollari. Se la situazione dovesse proseguire e non si trattasse soltanto di un calo estemporaneo delle quotazioni dei mercati, non è escluso che il Gold riprenda la corsa e potrebbe indirizzarsi verso le vette toccate nel 2011 a 1900 dollari l'oncia in clima di piena tempesta finanziaria.

Conclusioni

E' un pò troppo presto per decretare uno stato di panic selling, è evidente, perché anche se nel complesso la situazione non appare di facile lettura non si vedono per il momento patologie che rasentano l'irrisolvibile, come avvenne durante l'ultima grande buriana che si abbatté sui mercati negli anni di greca memoria. Ma i nodi da sciogliere sono parecchi e questi sprazzi di recessione che cominciano a intravedersi, qua e là, c'è da capire se avranno una continuazione sostanziale oppure rimangono confinati in una fisiologica correzione dei mercati.

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