BofA: gestori di fondi pessimisti sull’economia

Stando a quanto reso noto da un sondaggio di Bank of America Merrill Lynch, il 66% teme l’arrivo della bassa inflazione e di una crescita al di sotto delle previsioni.

Il cambio di rotta della Fed

Una conferma indiretta sarebbe la decisione della Fed di azzerare i rialzi dei tassi per il 2019. Una decisione che, come in molti ricorderanno, ha creato un forte disorientamento tra gli operatori, certi che la politica aggressiva varata nella nuova era di Jerome Powell avrebbe portato nuovi aumenti sul costo del dollaro. Gli iniziali tre rialzi temuti, però, si sono man mano ridimensionati diventando zero non più tardi di tre mesi fa.

Recessione? Sì, ma non subito

Ad ogni modo, le rilevazioni di Bank of America sottolineano che, secondo i 187 gestori interpellati, non ci sarà recessione imminente, o per lo meno non nel 2019. Infatti l’86% di loro non è spaventato da quell'inversione della curva dei tassi di interesse che non più tardi di mese fa aveva fatto temere il peggio per l’economia Usa. In quell’occasione i rendimenti dei bond a dieci anni erano risultati inferiori a quelli a tre mesi. Ma è solo questione di tempo: la recessione, stando al 70% degli interpellati, arriverà alla fine della seconda parte del 2020. E sarà globale.

Le strategie operative suggerite

Attualmente la view sull’azionario europeo è quella più negativa mentre, volendo provare il mercato azionario, si preferisce l’acquisto di titoli FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google-Alphabet) e BAT (Baidu, Alibaba, Tencent) di Usa e Cina. Tra le strategie consigliate: privilegiare il contante e i mercati emergenti rispetto alla zona euro e all’azionario in generale. Non solo, ma come hanno sottolineato da BofA l’esposizione ai titoli del settore bancario è la più bassa dal settembre del 2016.

Cosa preoccupa?

Nonostante le notizie rassicuranti che arrivano dai colloqui tra Usa e Cina, permangono le preoccupazioni per l’esito ancora incerto. La guerra commerciale, infatti, è ancora percepita come la peggiore delle incertezze a livello globale. Sono infatti i dazi ad aver favorito il calo delle performance del gigante asiatico cinese, a sua volta ago della bilancia per l’economia mondiale.

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