Atlantia critica il piano Fs-Delta per Alitalia

A rischio la partecipazione di Atlantia nel salvataggio di Alitalia.

I Benetton, proprietari di Atlantia, hanno mosso critiche al piano di Fs e Delta e oggi è previsto l’incontro tra i tre attori ed il governo. Al tavolo si siederanno, oltre ai commissari della compagnia e il Mise, anche il Mef.

Le trattative per il salvataggio di Alitalia tramite la Newco Nuova Alitalia sono in panne mentre Patunelli ha prorogato al 15 ottobre il termine per l’offerta di acquisto vincolante di Fs-Delta e Atlantia. Il piano industriale per la Newco, a causa delle condizioni attuali, non sarà di sviluppo, bensì di salvataggio, e questo preoccupa i Benetton, che potrebbero defilarsi dall’accordo.
Se le trattative andassero a buon fine, comunque, si prospetterebbe una Newco posseduta per oltre il 35% da Fs, per oltre il 35% da Atlantia, per circa il 15% dal Mef e per circa il 10% da Delta.

La battuta d’arresto del negoziato è principalmente in capo alla posizione della Delta; quest’ultima non ha dato infatti disponibilità ad aumentare le rotte transatlantiche di Alitalia, come previsto nel piano messo a punto nei mesi scorsi. Le difficoltà riguardano in particolare i rapporti di natura commerciale tra Delta e Air France-KLM con la Virgin: quest’ultima, posseduta al 49% da Delta e al 31% da Air France, è stata ammessa nella joint venture transatlantica (autorizzata dall’Antitrust USA il 2 agosto) dalla quale Alitalia è esclusa. Alitalia in questo accordo potrebbe entrare come partner secondario (“associated partner”) in base ad accordi stipulati dai commissari di Alitalia stessa; la Delta non ha dato disponibilità a modificare questa posizione per la Newco Nuova Alitalia.

Queste intese non verranno modificate facilmente anche per le pressioni di Air France-KLM, partner forte in Europa di Delta che ha tutto l’interesse di far fare il minor numero possibile di voli verso Nord e Sud America da Alitalia: questo porterebbe i passeggeri italiani a volare via Parigi.

Ennesimo punto controverso è la quota azionaria di Delta.

L’ingresso di Atlantia nelle trattative ha portato alla richiesta di aumento della partecipazione di Delta, oltre all’impegno della stessa nelle future ricapitalizzazioni. Delta ad oggi si impegna per il 10% (valorizzato a circa 100 milioni) che potrebbe salire al 12%, valore insufficiente per gli altri soci considerando che Delta incasserebbe circa 80 milioni all’anno solo per le commissioni di vendita dei biglietti di Alitalia dagli USA. Questo renderebbe l’investimento di Delta poco rischioso a discapito del suo coinvolgimento nel progetto.

A creare ulteriore tensione è infine l’annuncio di giovedì scorso di Delta in qui viene anticipato l’acquisto del 20% della compagnia cilena Latam per oltre 1,7 miliardi di euro. Sommato ad altri costi operativi (acquisto sistemi informatici, acquisto nuovi aeromobili, ecc.) l’esborso supererebbe i 3,6 miliardi di euro, a fronte dei soli 100 milioni destinati ad Alitalia. Questo inoltre potrebbe dar vita ad un conflitto di interessi in quanto l’investimento in una compagnia sudamericana sarebbe concomitante al piano industriale di Alitalia che prevede di tagliare le rotte verso il Sud America.

Resta quindi aperta la partita che però dovrà essere chiusa, salvo ulteriori proroghe, entro il 15 ottobre.

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