Accordo Usa-Cina imminente: i mercati festeggiano

Ad un passo dall'accordo

Clima più disteso dopo l'incontro di ieri tra la delegazione cinese e quella americana riguardo l'accordo commerciale più turbolento degli ultimi anni. Sembra che un'intesa di massima sia stata raggiunta: gli Usa elimineranno gli ultimi dazi imposti sui prodotti cinesi che riguardano soprattutto il vestiario e la telefonia, la Cina incrementerà l'import di prodotti agricoli americani. Ad addolcire l'ambiente anche la solenne promessa da parte cinese di non proseguire in una guerra valutaria con lo scopo di svalutare la propria moneta, promessa che era stata già effettuata all'inizio dell'anno ma non mantenuta, solo che stavolta sembra, la Cina, intenzionata a fare sul serio. La reazione del dollaro è stata immediata, si è indebolito nei confronti dello yuan e delle altre valute, ma rafforzato verso lo yen che è valuta rifugio, quindi come segno di un clima di fiducia ritrovato.

Trump, ancora lui...

A smorzare l'entusiasmo però ci pensa ancora una volta Trump, forse per eccesso di protagonismo, che in un tweet ha aggiunto che sono arrivati ad un accordo senza di lui, quindi di fatto che ancora non c'è nessun accordo. In realtà oggi ci sarà l'incontro risolutore tra il presidente americano e il capo della delegazione cinese, il vice premier Liu He, a sancire un'intesa almeno parziale. Sì perché al momento ci sono sempre delle zone d'ombra che probabilmente rimarranno senza esito positivo, in particolar modo quelle che riguardano le proprietà intellettuali che hanno reso il tema dello scontro acceso. Ad ogni modo sembra che Trump sia disposto a concedere delle licenze riguardo componenti Huaweii ma la situazione ancora appare controversa.

Le borse accolgono positivamente la notizia

Le borse quindi continuano moderatamente la marcia al rialzo chiudendo tutte in positivo, dall'Europa all'Asia, passando per gli Stati Uniti. Molto ben intonati soprattutto Tokyo e Hong Kong che segnano rispettivamente un +1% e + 2%, mentre leggermente più cauta Wall Street con il Dow Jones che chiude la seduta a +0,57% e lo S&P a +0,64%. Oggi tutta l'attenzione dei mercati sarà rivolta all'incontro decisivo che si terrà a Washington non essendoci nel calendario notizie di rilievo che possano determinarne l'andamento.

Il dollaro rallenta la sua marcia

L'accordo valutario spinge come detto in ribasso il dollaro verso le principali valute, in particolar modo nei confronti dello yuan, mentre il soffio di serenità che è arrivato sui mercati indebolisce i beni rifugio come lo yen e l'oro. Il petrolio invece è in rialzo per il terzo giorno consecutivo, con il Brent che arriva a 59,4 dollari al barile, in scia alla perdita di posizione da parte del biglietto verde. La risalita del greggio potrebbe creare qualche grattacapo alla Fed che deve tenere a bada l'inflazione, infatti i dati di ieri sull'indice dei prezzi al consumo hanno visto l'inflazione mensile scendere leggermente, ma quella annuale rimanere ferma al 2,4% a conferma del fatto che una politica monetaria troppo espansiva, unita al rialzo dell'oro nero, potrebbe sospingere pericolosamente in alto i prezzi.

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