Ubs: per l’oro il 2020 sarà un anno brillante

  • Con l’avversione al rischio che potrebbe salire sui mercati già dai prossimi mesi, l’oro torna in auge
  • Quotazioni ancora sotto la soglia psicologica dei 1500 dollari l’oncia potrebbero presto cambiare, secondo gli esperti
  • Per Ubs prezzi a 1.600 dollari l’oncia tra il 2020 e il 2021

Attualmente l’oro viaggia poco sopra i 1.463 dollari l’oncia, dopo un anno che, a parte l’ultimo periodo, ha visto grandi salti per il metallo giallo. Le tante incertezze e soprattutto le tante situazioni ancora in pieno svolgimento, su tutte dazi e Brexit, hanno dato benzina alle quotazioni del bene rifugio per eccellenza.

Il 2019 dell'oro

Inizialmente ha superato i 1.500 dollari l’oncia, soglia psicologica da molti vista come la certezza di una crisi in arrivo per l’economia. Recessione, infatti, era lo spettro che si aggirava sui mercati. Spettro che si concretizzava man mano nei dati macro negativi della Germania, in perenne rischio recessione tecnica, come anche nei risultati dell’economia cinese, ultimi in ordine di tempo, al di sotto delle attese. Solo successivamente, grazie anche ad un ritorno dell’ottimismo sui mercati, l’oro è piano piano tornato sui suoi passi.

La view di Ubs

Ma secondo gli analisti di Ubs le cose potrebbero cambiare nei prossimi mesi. Tra il 2020 e il 2021, infatti, si parla di qualcosa come 1.600 dollari. Il motivo? L’oro tornerà ad essere uno strumento di diversificazione del portafoglio come anche di sicurezza per l’investimento. Come scritto in una nota sempre da Ubs, inoltre, “Dato il nostro outlook globale 2020-2021 sulle prospettive economiche e di mercato e tenuto conto della variabilità dei possibili esiti macro delle partite oggi in corso riteniamo che agli investitori convenga diversificare in oro, soprattutto perché il costo di detenzione rimane basso".

Il destino dell'oro con un accordo Usa-Cina

Ovviamente, come detto più volte, l’oro sale grazie alle incertezze internazionali. Va da sé che questo rialzo potrebbe essere messo a dura prova da una possibile firma tra Usa e Cina che risolva definitivamente l’annosa questione delle tariffe commerciali internazionali. Al momento attuale dei fatti, però, questa prospettiva risulta per lo meno lontana. O comunque parziale visto che il più volte annunciato “step one” in realtà si riferisce solo marginalmente alle questioni più delicate. 

Ad ogni modo, un accordo convincente, sarebbe sicuramente il miglior modo per spingere l’economia internazionale e far riprendere la crescita e la fiducia nel commercio e negli investimenti. A tutto discapito dell’oro.

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Ivan Dodica

Ivan Dodica - 15 novembre 14:21 Rispondi